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Antonio Valle

Le lettere di Antonio Valle a Hugo Schuchardt sono state edite e commentate da Luca Melchior.

Die Edition bzw. einzelne Briefe sind zu zitieren als:

Melchior, Luca. 2015. 'Lettere di Antonio Valle a Hugo Schuchardt'. In Bernhard Hurch (Hg.) (2007-). Hugo Schuchardt Archiv. Edizione web http://schuchardt.uni-graz.at/id/letters/2916, data di consultazione 15.05.2021

Antonio Valle

Bedeutung

Sebbene Antonio Valle sia stato una figura importante nella vita scientifica della Trieste di fine Ottocento e inizio Novecento – quale assistente e conservatore del Museo civico di storia naturale di de Marchesetti[1] prima, nel quale si occupava della sezione dedicata alla pesca (cf. Mader 1996: 156), curatore del Museo della Pesca poi (di cui egli fu uno dei maggiori fautori fin dal 1880, cf. Schreiber 1972: 421)[2], ma anche segretario della Società Adriatica di Scienze Naturali (fondata nel 1874) e membro della Società Austriaca di Pesca e Piscicoltura marina (riconosciuta legalmente nel 1888), Valle fu infatti personaggio di grande rilievo negli ambienti legati alla ricerca naturalistica nel capoluogo giuliano – piuttosto scarne sono le notizie biografiche che lo riguardano. Se la sua rilevanza scientifica è indubbia e ben testimoniata, regna infatti incertezza sulla sua data di nascita – indicata nell’anno 1875 nella commemorazione dedicatagli nel Bollettino della Società Adriatica di Scienze Naturali in Trieste (cf. Verbale 1928: xxxiii), ma tale dato è assolutamente inverosimile – esattamente come su quella della morte, avvenuta probabilmente nel 1927 o forse nei primi mesi del 1928. Ben più chiaro il suo profilo scientifico: Valle fu ornitologo e zoologo specializzato in carcinologia (nell’ambito della quale fu autore di studi scientifici che apparvero di preferenza nel Bollettino della Società Adriatica di Scienze Naturali, rivista di cui egli, dal 1895 al 1923, fu redattore responsabile (cf. Monti Orel 1976: 567) e ostricoltura (cf. Verbale 1928: xxxiii), oltre che esploratore di grotte. Assieme ad Achille Gennari fu anche direttore del Bullettino della Pesca, organo della Società Austriaca di Pesca e Piscicoltura marina, di cui tra 1900 e 1902 uscirono tre numeri (cf. Monti Orel 1976: 667).



Informationen


Gegenbriefe


Briefedition und Kommentare

Il contatto epistolare tra Antonio Valle e Hugo Schuchardt è tardivo – comincia nel 1902, Schuchardt era all’epoca sessantenne e si era ritirato dall’attività di docente, pur producendo in questi anni e in quelli a venire alcune delle sue opere più importanti – e sporadico: sono conservate infatti due lettere e tre cartoline (una postale e due illustrate) di Valle allo studioso d’Oltralpe, distribuite su un arco temporale piuttosto lungo (1902-1922), ma con una concentrazione tra 1910 e 1911 (due lettere e una cartolina). Quel che ci è conservato del carteggio non presenta spunti di particolare interesse scientifico, ma testimonia dell’interesse di Schuchardt per le tecniche e gli attrezzi piscatori, in questo caso in particolare per quelli dell’Istria. Sebbene egli non si affidi infatti a Valle con particolari quesiti scientifici, pare rivolgersi a questo con puntuali richieste riguardo oggetti esposti in mostre piscatorie o sulle mostre stesse; nell’attività di Valle quale curatore e conservatore museale con specializzazione nel settore della pesca e dei suoi attrezzi si possono individuare i punti di contatto con il linguista transalpino.

La prima cartolina di Valle data 29.11.1902 ed è inviata erroneamente a un tale Heinrich Schuchardt; in essa Valle fornisce – poche – informazioni riguardo una nassa in mostra presso la sezione adriatica dell’Esposizione internazionale di Pesca di Vienna[3]. Schuchardt, il cui interesse etnografico e linguistico per le tecniche piscatorie è ben noto, aveva visitato l’esposizione viennese, su cui scrisse poi nella Beilage zur Allgemeinen Zeitung del gennaio 1903 (cf. Schuchardt 1903). Valle annuncia poi di aver disegnato uno schizzo “della rete delle Palafitte di Robenhausen”[4], che di lì a poco avrebbe dovuto essere inviata a Schuchardt da Carlo de Marchesetti. Dopo questa breve lettera, tra i due il contatto si interrompe per diversi anni e riprende – per quanto dato ricostruire sulla base dei materiali conservatici – nel giugno 1910. Valle fornisce ora a Schuchardt informazioni riguardo la Prima Esposizione Generale Istriana di Capodistria (su una cartolina illustrata della stessa), inviandogliene il catalogo assieme all’orario dei piroscafi in servizio da Trieste a Capodistria e rallegrandosi di una possibile visita di Schuchardt a Trieste[5] (Schuchardt si recò infatti nel capoluogo giuliano in questo stesso mese). La lettera successiva, datata 13 aprile 1911, ci fornisce indizi sul possibile smarrimento di una missiva del Valle. Questi infatti scrive di essere stato informato da Carlo de Marchesetti di un certo fastidio da parte di Schuchardt per la mancata risposta da parte di Valle a una sua missiva. Costui però afferma di aver inviato a Schuchardt, nell’ottobre o novembre 1910, una lettera in cui lo informava sull’imminente chiusura dell’Esposizione e sull’impossibilità di acquistare le reti da pesca esposte – cosa di cui probabilmente Schuchardt aveva incaricato Valle per arricchire la propria collezione. Valle informa poi Schuchardt dell’imminente apertura del Museo della Pesca, da lui fortemente voluto e perseguito a Trieste. Anche la cartolina illustrata – non sorprendentemente, con una scena di pesca –, datata 10.11.1911, verte su questo museo: in essa Valle ringrazia infatti Schuchardt per le congratulazioni che questi gli aveva inviato in occasione dell’apertura del museo stesso.

L’ultima testimonianza del contatto tra Valle e Schuchardt è una lettera del 14.04.1922 – l’unica in tedesco –, in cui Valle porge i suoi auguri al linguista transalpino per i suoi ottant’anni – Schuchardt era nato il 4 febbraio 1842 –, di cui aveva appreso da Antonio Ive[6], romanista istriano e collega di Schuchardt presso l’università di Graz dal 1893.

Oltre alle citate lettere e cartoline, nei materiali del lascito di Schuchardt si trova anche un biglietto da visita recante la scritta:

Antonio Valle

Conservatore del Museo di Storia Naturale

Trieste

Nella trascrizione della corrispondenza non vi è stato alcun intervento editoriale; i passaggi che negli originali sono sottolineati vengono resi in corsivo. Al momento attuale non è stato possibile reperire le missive schuchardtiane.[7]

Bibliografia[8]

Catalogo Capodistria 1910 = Catalogo generale della Prima Esposizione Provinciale Istriana Capodistria. Capodistria: Carlo Priora.

Katalog Wien 1902 = Katalog der Internationalen Fischerei-Ausstellung in Wien am Ausstellungsplatze der VI. Section der k. k. Landwirtschafts-Gesellschaft Im k. k. Prater vom 6. bis 21. September 1902 unter dem höchsten Protectorate Sr. k. u. k. Hoheit des durchlauchtigsten Herrn Erzherzogs Franz Ferdinand veranstaltet vom Österreichischen Fischerei-Vereine anlässlich des 8. österreichischen Fischereitages. Wien: Verlag des Ausstellungs-Comités.

Fortibuoni, Tomaso (2008–2009). La Pesca in Alto Adriatico Dalla Caduta Della Serenissima Ad Oggi: Un’analisi Storica Ed Ecologica. Trieste: Università degli Studi di Trieste. URL: http://www.openstarts.units.it/dspace/bitstream/10077/3613/1/FORTIBUONI_TESI_PHD.pdf 29.01.2015.

Mader, Brigitta (1996). Die Zusammenarbeit der Naturhistorischen Museen in Wien und Triest im Lichte des Briefwechsels von Josef Szombathy und Carlo de Marchesetti (1885-1920). "Mit besten Grüßen von Haus zu Haus". Annalen des naturhistorischen Museums in Wien, 97A (1995): 145–166.

Mader, Brigitta & Salvator Žitko (2010). Prva istrska pokrajinska razstava / La prima esposizione provinciale istriana / Prva istarska pokrajinska izložba / Die erste istrianische Landesausstellung. In: Prima Esposizione Provinciale Istriana / Prva istrska pokrajinska razstava - 100 let / Prima esposizione provinciale istriana - 100 anni / Prva istarska pokrajinska izložba - 100 godina / Erste istrianische Landesausstellung - 100 Jahre. Koper Capodistria: Histria Editiones, pp. 13-40.

Messikommer, Heinrich (1913). Die Pfahlbauten von Robenhausen. L’époque Robenhausienne. Zürich: Art. Institut Orell Füssli.

Monti Orel, Silvana (1976). I giornali triestini dal 1863 al 1902. Società e cultura di Trieste attraverso 576 quotidiani e periodici analizzati e descritti nel loro contesto storico. Trieste: Lint.

Schreiber, Bruno (1972). La zoologia a Trieste. Bolletino di zoologia, 39: 409–423.

Schuchardt, Hugo (1902). Fischnetzknoten. Globus. Illustrierte Zeitschrift für Länder- und Völkerkunde, 82: 330

Schuchardt, Hugo (1903). Zur Internationalen Fischerei-Ausstellung in Wien (6. Bis 21. September 1902). Beilage zur Allgemeinen Zeitung, 5 (8. Januar 1903): 33–36; 6 (9. Januar 1903): 44–46.

Verbale 1928 = Verbale dell’Assemblea generale tenuta il 18 Marzo 1928 al Civico Museo di Storia Naturale. Bollettino della Società Adriatica di Scienze Naturali in Trieste, 30 (1931): xxxii–xxxvii.

Vesnaver, Rossana & Giuliano Orel (2001). Golfo di Trieste e dintorni: pesca, acquacultura e curiosità dei tempi andati. Trieste: Aries.



[1] Carlo de Marchesetti (Trieste 1850-1926), botanico, naturalista e archeologo, dal 1876 fu direttore del Civico Museo di Storia naturale di Trieste e dal 1903 anche dell’Orto botanico della stessa città. Come Valle, anche de Marchesetti ebbe sporadici scambi epistolari con Schuchardt (lettere 06848-06852).

[2] Il museo era già stato istituito nel 1904 "nei locali della vecchia Capitaneria di porto" (Schreiber 1972: 421); nel 1911 "col concorso della Scuola nautica […]. del Lloyd e della Società di pesca e piscicoltura marina" (Schreiber 1972: 421) venne finalmente allestita la mostra permanente e si ebbe il primo statuto dello stesso, cf. http://www.museodelmaretrieste.it/museo-del-mare/la-storia/ [22.01.2015]. A tali avvenimenti si fa risalire la vera e propria fondazione del Museo.

[3] L’Internationale Fischerei-Ausstellung ebbe luogo nel Fürstlich Schwanzerberg’schen Hofgarten di Vienna tra il 6 e il 21 settembre 1902, in occasione dell’ottavo Österreichischer Fischereitag.

[4] Site a Robenhausen, località del comune di Wetzikon, nel cantone di Zurigo in Svizzera, le palafitte, risalenti all’età del bronzo, sono particolarmente importanti perché in esse vennero ritrovati alcuni campioni di stoffe di lino, dal tessuto e dagli ornamenti pregevoli. Al riguardo cf. Messikommer (1913). Nella cartolina postale (numero 06848) con cui – per quanto a noi conosciuto – comincia il contatto tra de Marchesetti e Schuchardt, inviata dal botanico triestino al linguista di Graz e datata 13.11.1902, non vi è peraltro alcuno schizzo ad opera di Valle, che, al momento attuale, non è stato possibile rinvenire nemmeno tra gli altri materiali del lascito, ma che fu da Schuchardt riprodotto nel suo "Fischnetzknoten" (Schuchardt 1902: 330; ringrazio per la segnalazione Elisabeth Egger).

[5] La Prima Esposizione Provinciale Istriana ebbe luogo dal 1° maggio al 2 ottobre 1910 a Capodistria e comprese sette mostre: una agraria, una industriale, una marittima, una didattica e di previdenza, una di belle arti, scienze e lettere, una degli stabilimenti balneari, stazioni climatiche e di villeggiatura; sportiva e infine una delle corporazioni autonome e delle istituzioni sanitarie (cf. Catalogo Capodistria 1910; al riguardo cf. anche Mader/Žitko 2010). Antonio Valle fu segretario della direzione del comitato speciale per la mostra marittima (cf. Catalogo Capodistria 1910: 7).

[6] Nato a Rovigno nel 1851 e morto a Graz nel 1937, Ive fu specialista delle varietà e dialetti istriani. Relativamente ricca è la sua corrispondenza con Schuchardt: si conservano 58 sue lettere e cartoline (numeri 04935-04992), distribuite peraltro nel lungo lasso di tempo tra il 1878 e il 1926.

[7] Ringrazio il signor Livio Fogar della Biblioteca del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste e la dottoressa Paola Tamburlini dell’Area Internazionalizzazione e Politiche comunitarie di Trieste per l’aiuto nella ricerca e per altre importanti informazioni, necessarie per la realizzazione della presente edizione.

[8] La bibliografia si ritiene comprensiva delle opere citate nell’introduzione e nelle note alle singole lettere della presente edizione.