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Brief (04-00083)

[Pisa, maggio 1868]

Caro Signore,

mi rallegro assai dei progressi ch’Ella ha fatto in così poco tempo, nella lingua italiana. La sua lettera è ottimamente scritta, e con sufficiente disinvoltura. Veggo ch’Ella ha due maestri, ma essendovene fra questi uno di sesso femminino, comincio bene a capire la causa di così sollecito progresso. Cosa non si fà sotto la guida d’una signora, specialmente se bella od amabile, come mi figuro debba essere cotesta figlia di Romolo!

Spiacemi ch’Ella non abbia avuto occasione di incontrare il Duca di Teano[1] ch’io non conosco, ma che tutti asseverano cortese, quanto è dotto. Le acchiudo un bigliettino col quale Ella potrà presentarsi al Sig. Marchesino Ferrajoli[2], giovane amabilissimo e studioso, al quale ho già scritto ch’Ella andrà a ricercarlo.

Non conosco opere scritte in romanesco, salvo appunto quelle ch’Ella mi indica. Ultimamente a Firenze in Magliabechiana ho avuto a mano una Storia in romanesco[3] non ho avuto agio di riscontrare se sia una cosa stessa ai frammenti d(e)l Muratori, ma credo che |2| sì. Ne ho estratto soltanto una novella, assai comune nella tradizione popolare. In Riccardiana od in Laurenziana ho visto un Mirabilia urbis Romae tradotto[4], ma non avendo avuto agio d’esaminarlo diligentemente, non saprei dire se debba dirsi in dialetto romanesco o in napoletano, ritrovandosi le forme chiù e autro e simili ch’Ella ha notato altrove e che sembrano esser state comuni. Il Ferrajoli potrà probabilmente darle maggiori notizie, a presentarlo a bibliotecarj che sappiano dirigerla in simiglianti ricerche.

La ringrazio assai d(e)l suo ritratto, sebbene adesso sia meno simigliante. Se ritornando in Germania passa di quà me ne faccia avvisato: altrimenti ci vedremo certo quando Ella ritornerà il prossimo inverno fra noi.

Mi comandi e mi creda

Tutto suo

A. D’Ancona

 P.S. Molti complimenti d(a)l Prof. Comparetti[5]. Non ho ancora ricevuto il 3o vol. d(e)l Vokal.[6]



[1] Cf. n. 3 alla lettera 02-000848. Caetani però era principe di Teano e duca di Sermoneta: D’Ancona confonde i due titoli.

[2] Gaetano Ferraioli (1838-1890), figlio di Giuseppe Ferraioli marchese di Filacciano (e per questo indicato da D’Ancona come marchesino), erudito e bibliofilo romano (cf. DBI, s.v.).

[3] Si tratta del codice B.V.32 della Biblioteca Magliabechiana di Firenze, uno dei testimoni della Cronica dell’Anonimo romano.

[4] Il testo, che è oggi noto con il nome di Miracole de Roma attribuitogli dal primo editore Ernesto Monaci (su cui cf. n. 107), è conservato dall’unico manoscritto Gaddiano 148 della Biblioteca Laurenziana di Firenze.

[5] Cf. n. 1 alla lettera 01-HS_ADA_01.

[6] Cf. n. 4 alla lettera 02-00084.