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Brief (24-04957)

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Roma (Via delle carrozze 12) 27/IV 904

Illustrissimo Signor Consiglier aulico,

Ricevo in questo punto la favoritissima Sua dopo aver ricevuto jer l'altro la Sua cartolina. D'entrambe La ringrazio proprio di cuore, poiché il Suo sì prolungato silenzio mi faceva sospettare o che fosse in collera con me, oppure che Le fosse accaduto qualche cosa di sinistro. Dunque il diavolo non è poi così brutto come se lo dipinge. Godo anche che il povero, Mussafia stia meglio. Quando gli rescrive, me lo saluti tanto. Io vivo qui come color che son sospesi. So privatamente da Vienna, che il Ministero m'ha accordato tanto il prolungamento del permesso quanto anche …mia.. qualunque sovvenzione |2| ma fino ad ora non m'ebbi nessun avviso ufficiale. E ciò mi duole assai, perché prima ora sono proprio al verde perché la settimana ventura penserei di riprendere le mie escursioni nel territorio degli Ernici. Ripasserò a Velletri e di là mi spingerò forse a Segni, Anagni, Ferentino, Alatri Veroli, Monte S. Giovanni, Ceccano fino a Ceprano e Carpineto. La messe fatta nel territorio de'Volsci, fu se non troppo copiosa, certo ottima. A Sonnino trovai ancor vivo l'antico magno per 'grande', senza dire del potere, del singolar passaggio di a di posize in e:

Kè̖stro castro Ké̖̖lza calza é̖̖tro altro, Ké̖̖ce calce. A Terracina il piùcheperf. kantè̖ra avèra ecc. esclusivamente usato per il |3| condizionale italiano; a tacere del dittongo per è̖ che ricorre pure a S. Fèlice Circeo, e qua e là a Sezze. Il buon consiglio ch'Ella mi dà vorrei certo metterlo in esecuzione; ma fra questa gente non ci trovo proprio nessuno che possa e voglia ajutarmi. Sono a archeologici o storici o… dilettanti purtroppo. Per fortuna, feci giorni fa la conoscenza personale del dott. Clemente Merlo, figlio del bravo prof. Merlo,[1] ch'Ella certo avrà conosciuto. Egli pubblicò un lavoro magistrale sui Nomi romanzi delle stagioni e dei mesi; studiati particolarm. nei dialetti ladini, italiani, franco-provenzali e provenzali, [2] che mi mando e che vorrei ch'Ella pure leggesse, perché è veramente ben fatto. Con lui passai |4| parola (egli sta ora studiando il dial. di Sora)[3] di condurre a termine la ricerca sui dialetti laziali. Spero di poter fare per questa interessantissima regione, se le forze mi bastano, quello che ho fatto per la mia provincia. Per il Suo gorro,[4] che non trovo fra i nomi di reti da me raccolti a Terracina scriverò o farò scrivere a Bracciano ed Perugia, e non appena ne saprò alcun che glielo comunicherò. Del resto, non isto gran fatto bene di salute; la mia urticaria tornandomi a molestare assai!

Dalla Lavatelli[5] passerò domenica prossima e le porterò i Suoi saluti. Qui ora è una gazzarra indescrivibile marsiliese a tutti i momenti e su tubi otoni! Viva Loubet da lacerarti gli orecchi![6] Ma fa tempo incerto! |5|Sta sera (o come dicono a Sonnino serà) penso di andare al Campidoglio al ricevimento che da in onore del presidente della repubblica francese il sindaco Colonna. Vedremo.

Come spiega Lei le forme verolesi:

peskrín͂o e peskróko[7] per tre e quattro giorni fa, accanto all'altre: itęrza= jer l'altro e iśtęŕza[8] 3 giorni fa! E le comuni dumán cetto[9] = [die mane][10] cito?

Mi illumini Ella che spande, qual faro luminoso, tanta luce e Le sarò gratissimo. La prego di dire o far dire all'Ellmeyer[11] che m'avverta non appena sia venuto da Vienna la risposta circa il permesso e la sovvenzione, e non dimentichi di spedirmi il denaro al primo di maggio infallantemente. Tanti saluti al Cornu, ed al Bauer[12] e tante e tante cose a Lei dall'obbligatissimo Suo

A. Ive



[1] Pietro Merlo (1850-1888), Sprachwissenschaftler. Vom Vater Clemente Merlos (vgl. Anmerkung zu Brief 17-04950) sind neun Briefe im Schuchardt-Nachlass erhalten (Bibl. Nr. 07105-07115 aus den Jahren 1885-1888).

[2] Merlo (1904).

[3] Vgl. Merlo (1978 [1920]).

[4] In Schuchardts Romanischen Etymologieen II wird auf ein am Trasimenischen See verwendetes Netz mit dem Namen gorro Bezug genommen (Schuchardt 1899 [= HSA 335]: 111).

[5] Vermutlich Ersilia Caetani Lavatelli (1840-1925), italienische Archäologin und seit 1879 Mitglied der Accademia dei Lincei. Ein direkter Kontakt zwischen Schuchardt und Lavatelli konnte bisher nicht belegt werden.

[6] Eine Anspielung auf den französischen Staatspräsident Émile Loubet (1838-1929), unter dessen Regierung im April 1904 die Entente cordiale zwischen Frankreich und dem Vereinigten Königreich zustande kam.

[7] Rohlfs (1968: 153) führt für süditalienische Dialekte ähnliche Formen an, allerdings mit der Bedeutung 'dopodomani'.

[8] Vgl. Vignoli (1925: 60): "ite̱rza (e ište̱rza […]) dies tertia ier l’altro".

[9] Vgl. Vignoli (1925: 60): "dumańi ćẹtto (o solo ćẹtto, o le̱šte̥, kurre̱nno) di buon ora."

[10] Vgl. Zaccheo (1976: 51): "Addumano cétto, domani mattina presto, dal latino die mane cito".

[11] Konnte nicht geklärt werden.

[12] Möglicherweise Adolf Bauer (1855-1919), Historiker und Professor an der Universität Graz, der in regem Kontakt mit Schuchardt stand (Bibl. Nr. 00612-00640 aus den Jahren 1894-1918 im Nachlass).