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Brief (17-04950)

Graz, 4.febbrajo 1903.

Illustrissimo Signor Consiglier aulico,

"Quod bonum felix faustum fortunatumque sit!"

I migliori auguri di felicità pel Suo compleanno che cade appunto oggi. Le sia dato di passarne ancor molti di felici ed almeno scevri da gravi malanni e molestie. Quod est in votis. Mille grazie della gentile Sua lettera che mi ha fatto sommo piacere, ed ha rimpiazzato per buona parte i Suoi geniali conversazioni. Ho letto nell'ultimo fascicolo della Zeitschr. le Sue note etimologiche sul tanto torturato 'trouver';[1] su 'ilex' e su cisterna' e La ringrazio del Suo poscritto in mio riguardo.[2] Il Merlo, al quale parlai di ciò mi disse di aver un altro riflesso sl. žišterna[3] o giù di lì |2| Credo ch'egli Glielo comunicherà in iscritto.[4] Per intanto La manda a salutare per mezzo mio; come pure Le inviano i più sinceri saluti i conjugi Cornù,[5] ed il collega Dorsch.[6] Vengo appunto ora da quest'ultimo che, vista la mia salute a mali passi, sottopose ad accurato esame il mio naso e trovò- ciò che altri non aveva fatto,- esser necessaria un'operazione per estrarre le "Neoformazioni che ci si erano malignamente annidate da tempo lontano, cagionandomi forti congestioni e mill'altri dolori. Dopo l'orecchio, il naso; dopo forse verrà la laringe e così via di questo tratto si va incontro alla vecchiaja, d'acciacchi colma e d'ogni gioja priva! |3|

Del resto, qui si muore allegramente, con tutta la tanto strombazzata salubrità del luogo. Il Raab[7] è morto la settimana scorsa ed il Dott Rullmann, che ora lo sostituisce è d'un umor più nero della morte stessa.

Io, causa l'indisposizione otica e nasale, non esco la sera, sebbene da qualche giorno il ½ metro di neve ond'era coperta la terra, comincia a sciogliersi, con che divertimento de' pedoni – lascio a Lei immaginare! Verso la metà di marzo fo conto di lasciar questo sito per passare in più spirabil aere (per me almeno). Vorrei scender subito in Italia, forse spingendomi da bel principio sino a Palermo od almeno a Napoli. Chi viene vedrà. Comunque |4| le vacanze di Pasqua intendo passarle quasi tutte nel Bel Paese; avendo assoluto bisogno di respirare un po' d'aria migliore di questa. Vivo colla speranza di incontrarla verso la fine d'aprile, od il principio di maggio, in qualche bel luogo del Sud. Ora sto mettendo assieme una raccolta (qualche migliajo) di stornelli della Campagna di Roma da me raccolta a Velletri, molti e molti anni or sono.[8] Ma qui mi manca tutto; le raccolte del Blessig,[9] Bianchi-Rumori [10] del De Nino,[11] del Marsiliani[12] mi mancano ed io son costretto ad aspettare mi si faccia un po' più di luce laggiù. Il libro catastale è presto pronto per la stampa; solo la carta toponomastica va rettificata e completata.[13] Tanti saluti in fine e tante grazie della buona memoria che Le piace tenere di me e che La prego di conservare anche in avvenire all'obbligatmo Suo

A Ive.



[1] Vgl. Schuchardt (1903 [= HSA 440], 1903 [= HSA 441]).

[2] Vgl. Schuchardt (1903 [= HSA 442]: 110), wo in der Nachschrift explizit auf Ive verwiesen wird. Schuchardt publizierte später noch kleinere Nachträge zu dieser Etymologie (Schuchardt 1903 [= HSA 446], 1904 [= 474A], 1904 [= 477]), in denen gelegentlich auch Ive als Gewährsperson erwähnt wird.

[3] Der erste Buchstabe ist verbessert, es ist aber unklar, was urspünglich stand und was die Verbesserung ist. Möglicherweise wurde žišterna aus gišterna ausgebessert oder andersherum. Keine dieser beiden Formen wird aber in einer Publikation Schuchardts zu dieser Etymologie erwähnt.

[4] Clemente Merlo (1879-1960), italienischer Sprachwissenschaftler und Dialektologe, der auch mit Schuchardt korrespondierte (Bibl. Nr. 07074-07104 aus den Jahren 1904-1914 im Nachlass Schuchardts). Der erste im Nachlass erhaltene Brief Clemente Merlos datiert vom 27.07.1904 und steht in keinem Zusammenhang zu der hier erwähnten Form.

[5] Julius (Jules) Cornu (1849-1919), Romanist und Nachfolger Schuchardts auf dem Grazer Lehrstuhl für Romanische Philologie. Er und Frau Marie-Therese Cornu-Kluckauf korrespondierten intensiv mit Schuchardt (Bibl. Nr. 01710-01842 aus den Jahren 1878-1918 und  Bibl. Nr. 01844-01955 aus den Jahren 1902-1927).

[6] Es konnte nicht festgestellt werden, um wen es sich hier handelt.

[7] Karl Raab von Rabenau (1849-1903), war seit 1882 Chefredakteur der Grazer Tagespost (vgl. Mezler-Andelberg 1982).

[8] Ive gab 1907 seine Sammlung von Canti popolari velletrani heraus (Ive 1907).

[9] Vermutlich Blessig (1860), Römische Ritornelle.

[10] Vermutlich Bianchi & Rumori (1858), Saggio di canti popolaro raccolti nel contado di Ancona gemeint sein. Ein Teil des Namens Rumori befindet sich auf der Rückseite des Blattes (=S. 1 des Briefes).

[11] Antonio De Nino (1833-1907), Ethnograph aus den Abruzzen und Autor verschiedenster Arbeiten zur Folklore seiner Heimatregion, u.a. eines Saggio di canti popolari sabinesi (De Nino 1869). Von De Nino sind drei Postkarten aus dem Jahr 1901 im Schuchardt-Nachlass vorhanden (Bibl. Nr. 02281-02283).

[12] Alessandro Marsiliani, verfasste Canti popolari dei dintorni del lago di Bolsena di Orvieto e delle campagna del Lazio, raccolti e annotati (Marsiliani 1886).

[13] Vgl. Brief Nr. 15-04948.