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Brief (017-00212)

Mil., 2 sett. 73.

Caro e riverito amico,

Rispondo sull'istante. Fra poche ore, io moverò alla volta d'Ivrea, e di là passerò ad Aosta, dove mi tratterrò in sino al 17 o al 18 di questo mese, e avrò le lettere ferme all'ufficio postale. Tutto l'ottobre sarò in Milano, e aspetto con vera impazienza la cara Sua visita. Ma non dispero che ci possiamo incontrare anche prima. E voglio, d'altra parte, stimarmi sicuro, dialettologiche, di cui ora Ella si viene arrichendo, sieno finalmente destinate all'Archivio.

Jerlaltro io Le diressi a Gota la prima parte del secondo volume di questa nostra collezione. Contiene: Flechia, Postille etimologiche (p. 1-58); D'Ovidio, Sul De Vulgari Eloquentia di Dante Alighieri (p. 59-110); Ascoli, Del posto che spetta al ligure nel sistema dei dialetti italiani (p. 111-160). 1

Qui non c'è, nè c'è stato, coléra. Dunque a rivederci, e intanto una cordialissima stretta di mano, con la sola imaginazione, dal

Suo affmo devmo G. I. Ascoli.

Se vede il buon Pallioppi 2 (Celerina, presso Samaden), me lo saluti tanto.


[1] Vgl. dazu AGI 2 (1876).

[2] Zaccaria Pallioppi (1820 - 3. 5. 1873) starb mitten in den Vorbereitungen für sein Wörterbuch der rätoromanischen Mundarten; es wurde dann von seinem Sohn komplettiert und herausgegeben: Emil und Zaccaria Pallioppi: Dizionario dels Idioms Romauntschs d'Engiadin ota e bassa, della Val Müstair, da Bravuogn a Filisur, Samedan, 1895.