Matteo Bartoli

Die Edition bzw. einzelne Briefe sind zu zitieren als:

Schwägerl-Melchior, Verena. 2017. 'Lettere di Matteo Giulio Bartoli a Hugo Schuchardt'. In Bernhard Hurch (Hg.) (2007-). Hugo Schuchardt Archiv. Edizione web http://schuchardt.uni-graz.at/id/letters/1089, data di consultazione 23.10.2017

Matteo Bartoli

Bedeutung

Per informazioni biografiche su Matteo Bartoli si rinvia al Romanistenlexikon a cura di Frank-Rutger Hausmann, alla voce a cura di Tullio De Mauro nel Dizionario biografico degli italiani e alle indicazioni ivi contenute. Per l’importanza del Bartoli nella storia della linguistica cf. anche Bochmann 1994.

Gegenbriefe

Al momento attuale non ci è stato possibile rinvenire le lettere di Schuchardt a Bartoli, il cui eventuale stato e luogo di conservazione non ci sono conosciuti. Saremmo dunque grati per qualunque segnalazione che contribuisca alla loro individuazione e, di conseguenza, all’eventuale integrazione del carteggio.

Briefedition und Kommentare

Pur coprendo un arco cronologico piuttosto esteso – la prima lettera reca la data del 16 dicembre 1899, l’ultima cartolina di datazione sicura è del 24 novembre 1922 – la corrispondenza tra Hugo Schuchardt e Giulio Matteo Bartoli non fu mai particolarmente intensa. I 12 pezzi postali conservati presso la Biblioteca Universitaria di Graz[1] si distribuiscono come segue:

1899 1 lettera

1904 1 lettera

1910 1 cartolina

1911 (incerto) 1 cartolina

1912 (incerto) 1 telegramma

1914 1 cartolina

1915 1 cartolina

1919 1 cartolina

1922 (incerto) 1 telegramma

1922 1 lettera & 1 cartolina

1 biglietto da visita d’incerta datazione.

 

Il carteggio contiene informazioni interessanti soprattutto per quanto riguarda il funzionamento del network scientifico del tempo e le costellazioni personali al suo interno, che qui verranno solo brevemente analizzate.

Due conflitti si rispecchiano in particolare nel carteggio: quello tra Bartoli e Antonio Ive e, più tardi, quello tra Bartoli e Clemente Merlo. Il primo, sulla primato della scoperta del veglioto e la trattazione scientifica adeguata e metodologicamente fondata di questo è argomento principale sia della prima sia della seconda lettera del Bartoli (01-00539 e 02-00540). Entrambe le lettere prendono le mosse dall’imminente (o almeno allora creduta tale) pubblicazione di due opere del Bartoli (Bartoli 1899 e Bartoli 1906) in riferimento a tale idioma, in procinto di spegnersi, in quel periodo, con l’ultimo parlante: Antonio ‘Burbur’ Udina. Sono proprio l’errata notizia sulla morte dell’ultimo informante diffusa da Ive, un “crimen laesae scientiae” (lettera 01-00539), assieme a diffamazioni atte ad accendere sentimenti e antipatie nazionalistici in un clima politico già teso e alle debolezze metodologiche dei lavori dell’Ive, a far sì, che il Bartoli, sin dal 1899, nutra un rancore contro il compatriota. Tale astio traspare ancora chiaramente anche cinque anni dopo nella sua seconda lettera a Schuchardt (02-00540): il giudizio sul lavoro di Ive I dialetti ladino-veneti dell'Istria (Ive 1900) espresso dal Bartoli non potrebbe essere più severo.

Il secondo conflitto, il “duello” con Clemente Merlo, anch’esso incentrato su argomenti legati alla sfera linguistica dalmata, è tematizzato nella cartolina seguente, risalente ad alcuni anni dopo – essa reca la data del 14 settembre del 1910 (03-00541).

Le righe di Bartoli riguardo questi conflitti non forniscono solo informazioni sulle singole controversie, ma gettano luce anche su quanto i rapporti tra scienziati potessero incidere positivamente o negativamente sulle rispettive carriere. Nel primo caso pare interessante lo scambio di opinioni che vede coinvolti Vatroslav Jagić, responsabile dell’Accademia delle scienze austriache per la pubblicazione della relazione del Bartoli sul suo viaggio in Dalmazia (Bartoli 1899), a cui non piacquero le allusioni di Bartoli riguardanti l’Ive, e Schuchardt che, in quanto membro della classe storico-filosofica della medesima Accademia, poté prendere visione dell’opera prima della stampa e che si oppose anch’egli alle formulazioni del Bartoli. Schuchardt si rivolse subito sia a Jagić, sia a Wilhelm Lübke e ad Adolfo Mussafia per esprimere il suo dissenso (cf. lettera di Schuchardt a Jagić del 11 dicembre 1899) e la prima lettera del  Bartoli sembra essere stata motivata proprio da questo passo di Schuchardt, di cui pare temere il potere nella rete della scienza dell’epoca. Infatti Bartoli – più di trent’anni più giovane di Schuchardt e all’epoca appena ventiseienne – scrive “[…] lo Schuchardt fu il Maestro che primo m’iniziò a questi studi, mentre ora.. proprio per opera di questo medesimo Maestro corro pericolo di esserne escluso per sempre” (01-00539). Il secondo conflitto si rispecchia, al di là delle rispettive pubblicazioni (cf. per es. Merlo 1910), anche nelle lettere di Clemente Merlo a Schuchardt (di prossima pubblicazione). È interessante osservare qui come sia Merlo sia Bartoli cercassero di vincere Schuchardt alla propria causa – un segno tangibile dell’importanza di Schuchardt all’interno del network scientifico dell’epoca.

 

Il rapporto tra Bartoli e Schuchardt è a lungo segnato dall’appartenenza a diverse generazioni, non solo biografiche, ma anche scientifiche,e a un grande rispetto del più giovane Bartoli per il Maestro Schuchardt. Solo molto tardi Bartoli cerca di equilibrare, fino a un certo punto, il rapporto. Nella sua lettera del 16 novembre 1922 (10-00548) egli lamenta apertamente che “La Scuola di filologia romanza di Torino”, etichetta sotto la quale riunisce Arturo Farinelli, Giulio Bertoni e se stesso, benché riconosciuta da imminenti scienziati come Croce e Dauzat, venisse ignorata da Schuchardt, che nelle sue pubblicazioni non aveva mai fatto riferimento alla neolinguistica neanche in nota. Nella stessa lettera Bartoli accenna una prima volta anche al grande progetto in fase di preparazione, l’Atlante Linguistico Italiano. Sembra che Schuchardt abbia, nella sua risposta, mostrato interesse per quest’ultimo, poiché Bartoli promette nella lettera seguente (11-00549) che “dell’Atlante Le riscriveremo, il Bertoni o io” – cosa che però sembra non sia poi avvenuta.[2]

Il resto della corrispondenza non contiene informazioni di interesse più generale. Vi sono due telegrammi, scritti da Bartoli assieme a colleghi torinesi e contenenti auguri, presumibilmente per il 70esimo e l’80esimo compleanno di Schuchardt  (05-00542 e 09-00547) e un biglietto da visita non datato recante “i più fervidi auguri” (12-00550). Una cartolina fornisce indicazioni bibliografiche utilizzate da Schuchardt in seguito in una pubblicazione (04-00546), altri pezzi postali come le cartoline 06-00543 e 07-00544, scritte nel primo anno della Prima Guerra mondiale,  testimoniano di un regolare scambio di pubblicazioni e estratti. Il carteggio riprende dopo la guerra con una cartolina di simile contenuto sulla quale Bartoli ringrazia Schuchardt delle sue “gradite e benevole cartoline” (08-00545).

Bibliografia[3]

Bartoli, Matteo Giulio. 1899. 'Vorläufige Berichte der Balkan-Commission. V. Über eine Studienreise zur Erforschung des Altromanischen Dalmatiens'. Anzeiger der philosophisch-historischen Classe vom 19. November (Jahrg. 1899, Nr. XXV), 71-91.

Bartoli, Matteo Giulio. 1906. Das Dalmatische. Altromanische Sprachreste von Veglia bis Ragusa und ihre Stellung in der Apennino-balkanischen Romania. 2 Voll. Wien: Hölder (=Schriften der Balkankommission IV& V).

Bartoli, Matteo Giulio. 1908. 'Riflessi slavi di vocali labiali romane e romanze, greche e germaniche'. In AA.VV. Jagič-Festschrift: Zbornik U Slavu Vatroslava Jagića. Berlin: Weidmannsche Buchhandlung, 30-60.

Bartoli, Matteo Giulio. 1908 [1906]. 'Lingua letteraria'. In Kritischer Jahresbericht über die Fortschritte der Romanischen Philologie VIII, 117-131.

Bartoli, Matteo Giulio. 1911. 'Lingua letteraria'. In Kritischer Jahresbericht über die Fortschritte der Romanischen Philologie XI,

Bartoli, Matteo Giulio. 1912. 'Lingua letteraria'  Kritischer Jahresbericht über die Fortschritte der Romanischen Philologie XII, 112-133.

Bartoli, Matteo Giulio. 1910. 'Alle fonti del neolatino'. In N.N. (ed.). Miscellanea di Studi in onore di Attilio Hortis, Trieste, Maggio MCMIX, Trieste: Caprin, 889-908.

Bochmann, Klaus. 1994.  'Matteo Bartoli in der Geschichte der romanischen Sprachwissenschaft'. In Baum, Richard, Klaus Böckle, Franz Josef Hausmann & Franz Lebsanft (eds.). Lingua et Traditio. Geschichte der Sprachwissenschaft und der neueren Philologien. Tübingen: Narr, 359-366.

Croce, Benedetto. 1922. 'A proposito della crisi nella scienza linguistica'. In La Critica 20, 178-180 (online).

Dauzat, Albert. 1917. La philosophie du langage. Paris : Flammarion.

De Mauro, Tullio. 1964. 'Bartoli, Matteo Giulio'. In Dizionario Biografico degli Italiani 6 (online).

Hartmann, Gottfried. 1905 [1903]. 'Rätoromanische Sprache'. In Kritischer Jahresbericht über die Fortschritte der Romanischen Philologie  VI, 169-171.

Hurch, Bernhard & Luca Melchior. 2013 [2015]. Der Briefwechsel zwischen Franz Miklosich und Hugo Schuchardt (1871-1889). In: Luca Melchior & Johannes Mücke (Hgg.). Bausteine zur Rekonstruktion eines Netzwerks IV: Von Diez zur Sprachanthropologie. Graz: Institut für Sprachwissenschaft (= Grazer Linguistische Studien 80), 79-123 (online).

Ive, Antonio. 1877. La famiglia Dalla Zonca, con saggi di dialetto dignanese. Milano: Tipogr. Sociale.

Ive, Antonio. 1880. 'Über die Wanderungen der Rumenen in den Dalmatischen Alpen und den Karpaten'. In Romania IX 1880, 320-328.

Ive, Antonio. 1886.  'L'antico dialetto di Veglia'. In Archivio glottologico italiano 9, 114-187.

Ive, Antonio. 1893. 'Die istrianischen Mundarten'. In Xenia Austriaca. Festschrift der österreichischen Mittelschulen zur 42. Versammlung Deutscher Philologen und Schulmänner in Wien. III. Abtheilung: Moderne Philologie. Wien: Druck und Verlag von Carl Gerold’s Sohn, 179-222 (online). Anche come Ive, Antonio. 1893. Die istrianischen Mundarten. Wien: Verlag des Verfassers.

Ive, Antonio. 1900. I dialetti ladino-veneti dell'Istria. Straßburg: Trübner.

Ive, Antonio. 1902. 'Canti popolari in veglioto odierno'. In Archivio per lo studio delle tradizioni popolari  XXI, 111-128.

Merlo, Clemente. 1910. 'Ancora di dalmatico. Replica al prof. M. G. Bartoli'. In Annali delle Università Toscane 30.

Miklosich, Franz von. 1867. Die Fremdwörter in den slavischen Sprachen. Wien (=Denkschriften der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, Philosophisch-Historische Klasse 15,1).

Schwägerl-Melchior, Verena  &  Johannes Mücke. 2016. "'Ihre Angelegenheit in Bezug auf d[as] Spinnen werde ich nicht aus den Augen lassen' – Briefe Antonio Ives an Hugo Schuchardt". In Schwägerl-Melchior, Verena (Hg.). Bausteine zur Rekonstruktion eines Netzwerks V: Sprachwissenschaft und Volkskunde im Austausch. Graz: Institut für Sprachwissenschaft (= Grazer Linguistische Studien 85), 165-256 (online).



[1] Una prima trascrizione delle lettere, cui ho potuto attingere, era stata effettuata da Angelika Wagner e Veronika Mattes.

[2] Non è infatti conservata alcuna lettera né del Bartoli né del Bertoni che contenga ulteriori informazioni a riguardo.

[3] L’elenco seguente non include le opere di Schuchardt a cui si fa cenno nelle lettere. Il riferimento alle opere in questione è stabilito dal tag apposto in testa della lettera.