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Brief (032-00225)

Milano, 30 ottobre 1877.

Caro e riverito amico,

Le confermo una mia cartolina, direttale da Innsbruck, e ora in primo luogo La ringrazio per la co-noscenza ch'Ella m'ha fatto fare col Von Hörmann1, simpaticissima e bravissima persona. Passammo insieme delle ore deliziose, e anche i nostri studj avranno a rallegrarsi, come io spero, della sua geniale attività. Quanto ai Canti popolari dei Ladini tirolesi, egli, di memoria, credette di potermene súbito indicare non meno di otto; due dei quali si sarebbero trovati nel 'Lusernisches Idiotikon'2, due nelle 'Sagen' dello Schneller3, due nel 'Cimbr. Wtb.' dello Schmeller4, e due nel noto Articolo che ha dato egli stesso al 'Museo tirolese'5. Ma poi non tardò a ricredersi circa i due ch'egli medesimo doveva aver pubblicato; e ancora s'illudeva, se io non isbaglio, circa i quattro che si dovevano trovare fra il 'Lus. Id.' e il 'Cimbr. Wtb.'. Rimarrebbe di cercare nelle 'Sagen', che io non ho alla mano.

L'Ambrosi6, bibliotecario a Trento, ha una collezione di Canti popolari in dialetto trentino, alcuni dei quali saranno pubblicati dal De Castro di Milano in una nuova edizione del suo 'Brénnero'. Una serie di Canti soprasilvani par che stia per pubblicare il De Curtins di Trons7, col quale sono entrato in relazione per mezzo del prof. Muoth di Coira8. Il Bühler, finalmente, tenta di estorcere, fra i 300 allievi della Scuola Cantonale, quei Canti o frammenti di Canti che ancora si possano avere anche all'infuori dell'Oberland. 9 E tutto quanto mi giunga, sarà, Glielo ripeto, per Lei. Le note Canzoni, che i cattolici dell'Oberland soglion cantare frammezzo alla Messa, sono, anche secondo il Bühler, di base popolare. Qualche saggio cavalesano (v. Arch. I 34710), ma di quasi nessun conto, ebbi dal De Mattìo11; e Glieli unisco, tanto per non venirle innanzi con le mani affatto vuote.

Mi ha fatto grandissimo piacere il veder ch' Ella rimanesse capace del nostro corretto procedere nella faccenda della 'F. D.'12. Quanto al prendere noi Italiani una iniziativa qualsiasi in ordine agli Statuti ecc., siam tutti d'accordo che ci convenga di astenercene. Ci siamo onestamente e ufficialmente riservato l'esame e il giudizio intorno alle proposte altrui. E anche prescindendo da questa massima, ormai proclamata, ci sono più altri motivi che c'inducono a schivare ogni iniziativa, tra i quali non è l'ultimo quello dell'assoluta incertezza in cui siamo circa l'entità dei contributi delle varie nazioni, che in fondo vuol dire circa le proporzioni legittime dell'ingerenza da attribuirsi a ciascuna. Anzi Le sarei grato s'Ella mi potesse venire informando, con qualche prontezza, dell'andamento delle sottoscrizioni nei diversi paesi. In ispecie mi premerebbe di sapere, se v'hanno altrove delle oblazioni governative, e sotto quali forme; poichè, quando se ne avesse all'estero qualche esempio incoraggiante, io tenterei volontieri il nostro Ministero della Pubblica Istruzione.

Comunque, Ella mi scriva spesso; mi mandi, che val più di tutto, i Suoi documenti bravúnii, 13 anche come battistrada di più altri contributi o letterarj o linguistici; e mi voglia sempre bene.

Suo affmo devmo
G. I. Ascoli.

Il danaro che ho per la F. D. ascende ora a cca 900 lire italiane.


[1] Ludwig von Hörmann (1837 - 1924), Folklorist.

[2] Ignaz Vinzenz Zingerle (1825 - 1892): Lusernisches Woerterbuch, Innsbruck, 1869.

[3] Christian Schneller (1831 - 1908): Märchen und Sagen aus Waelschtirol, Innsbruck, 1867.

[4] Johann Andreas Schmeller (1785 - 1852): Cimbrisches Wörterbuch, hrsg. v. Joseph Bergmann, Wien, 1855.

[5] Es scheint sich um folgende Publikation zu handeln: Ludwig von Hörmann: Mythologische Beiträge aus Wälschtirol mit einem Anhange wälschtirolischer Sprichwörter und Volkslieder, in: Zeitschrift des Ferdinandeums für Tirol und Vorarlberg 15 (1870), 209-244. - Im genannten Artikel sowie in den oben an­geführten Werken finden sich keine ladinischen Volkslieder.

[6] Francesco Ambrosi (1821 - 1897) half Ascoli bei der Beschaffung von Dokumenten; vgl. auch AGI 1 (1873), 322.

[7] Caspar Decurtins (1855 - 1916): Rätoromanische Chrestomatie, Erlangen, 1891-1919. In diesem Werk finden sich auch Volkslieder.

[8] Giachen Gaspar Muoth (1844 - 1906), Schriftsteller und Historiker.

[9] Johann Anton Bühler (1825 - 1897) konnte bereits zwei Publikationen zum Thema vorweisen: Canzuns de scola per la giuventetgna romonscha, Glion, 1857; Collecziun de canzuns per sopran, alt, tenor e bass, Cuera, 1870.

[10] AGI 1 (1873), 347.

[11] Fortunato De Mattio (1837 - 1899), Professor für italienische Sprache und Literatur in Innsbruck.

[12] Fondazione Diez.

[13] Schuchardt hat nur Material gesammelt, aber dann nichts publiziert; vgl. auch 031-00224, Anm. 1.