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Brief (029-00222)

Milano, 12 ott. 77.

Caro e riverito amico,

Mi sono giunte in regola le care Sue del 26 p. p., 6 e 9 corr., e mi hanno fatto molto piacere tutte e tre, come ogni cosa che viene da Lei. 1 M'è parso mirabile il Suo saggio carniello; e anche ho veduto con sod-disfazione il sonetto tergestino, comunque a me non potesse rimaner alcun dubbio circa l'autenticità dei Dialoghi del Mainardi. 2 A tacere di molt'altro, io convissi con qualche triestino ottuagenario, sul cui labbro ancora risonavano dizioni e frasi dell'antico idioma di Trieste; e più volte, a cagion d'esempio, sentii dire in casa sua: a si dan di chisǵ̓ ć̓as (si danno di cotesti casi), dove abbiamo la evoluzione ladina del CA (casus) in un esempio che nel lessico del Friuli più non occorre. 3 E le 'sette case gentilizie' di Trieste le ho sentite dir le tante volte: lis siét ć̓asádis.-

Il Suo corrispondente di Montpellier non pare bene informato, e La prego che voglia illuminarlo. 4 Il Comitato italiano, non solo non ha compromesso nessuno, ma ha salvato molto abilmente i riguardi e gli interessi di tutti. I soscrittori italiani, com'Ella può vedere dalla copertina dell'Arch. IV 2 che trova qui inserta5 (e che il Suo corrispondente non poteva ancora aver visto), chiedono che per lo Statuto della fondazione Diez sia chiesta e conseguíta l'approvazione della R. Academia dei Lincei; e da Berlino s'è accettata la condizione, come l'Academia dei Lincei ha dal canto suo accettato di prestarsi all'intento. Il danaro italiano non sarà dunque versato nelle casse berlinesi, se lo Statuto non è tale che ci quadri. E i berlinesi, alla lor volta, poichè accettano la condizione, non è possibile che vengan fuori con proposte che debbano spiacere agli Italiani, o ai Francesi, ecc. 6

Noi dunque siamo in perfetta regola e abbiamo fatto compiutamente il dover nostro. Torno a dirle che Le sarò ben grato s'Ella vorrà adoperarsi a disperdere gli equivoci (che si risolverebbero in vere calunnie), perchè ci piace agir bene e vedere insieme riconosciuto che si agisce bene. Ma se a Montpellier vorranno continuare, per loro proprio comodo, a sparlare di noi anche dopo questi schiarimenti, non per ciò perderemo il sonno e l'appetito.

Le manderei súbito e molto volontieri il mio vecchio Articolo 'Lingue e Nazioni'7; ma non ne ho più se non il mio solo esemplare, pien di annotazioni mss. Ho però in animo di ristamparlo, riveduto e allargato, ed è superfluo soggiungere, che il primo esemplare della ristampa sarà per Lei.

S'è incominciata la stampa delle Chiose irlandesi8, e spero che nel prossimo gennajo Ella possa vederne la prima puntata. Ma anch'io ho lavorato ben poco in questi ultimi tempi. Domani mi pongo in vacanza; ma sarò di ritorno non più tardi del 27 di questo stesso mese. Dedicherò questo pajo di settimane a una rapida escursione per la Zona ladina, tanto per non oziare affatto. Vorrei poi, nel prossimo novembre, ultimare per la stampa il compimento degli 'Schizzi franco-provenzali'9; e s'Ella potesse rallegrarmi in tempo di qualche Suo avvertimento o indicazione bibliografica, Le ne sarei tenutissimo.

Mi scriva; stia di buon animo; disponga di me; e mi voglia sempre bene.

Affmo Suo G. I. Ascoli.

E per l'Archivio non mi vuol proprio dar nulla? Appunto perchè ora non attende a maggiori cose, dovrebbe profittare dell'interstizio e farmi qualche bel regaletto. Stiamo ora regolando il Sommario del settimo volume (il V e il VI son tutti intieri per l'irlandese) 10; e suvvia, da bravo, mi mandi anche un titolo Suo!

Oggi ebbi dal Mussafia una lettera abbastanza calma e confortante.

Se Le occorre qualcosa ne' Grigioni, mi scriva súbito a Coira (ferm' in posta); e se qualcosa nel Tirolo, a Innsbruck (sempre ferm' in p.) in sino al 20 del mese. Anche non sarebbe male che mi facesse tenere, se può, qualche vigliettino d'introduzione, o qualche additamento personale ecc., massime pei centri minori. Ma sempre se il può senza soverchio disturbo.


[1] Es ist nur der Brief vom 6. 10. 1877 erhalten (028-B76_54).

[2] Ascoli meint natürlich Giuseppe Mainati und dessen Dialoghi piecevoli in dialetto vernacolo triestino, Trieste 1828. - Vgl. auch 028-B76_54, Anm. 1.

[3] Vgl. dazu 006-B76_22, sowie AGI 1 (1873), 521-529 (Territorj friulani) und AGI 4, 364 f. (G. I. Ascoli: Cimelj tergestini).

[4] Vgl. dazu den Brief von Anatole Boucherie aus Montpellier an Hugo Schuchardt vom 5. Sept. 1877 (1279): "Notre Société des langues romanes avait l'intention et avait pris l'engagement de répondre à votre appel. - Mais certains indices l'ont rendu plus circonspecte. Il lui a semblé que le Comité italien (Programme du 20 Avril 1877 signé Ascoli etc...) abdiquaît trop facilement en faveur du comité de Berlin, et allait même jusqu'à essayer de forcer la main aux Viennois. Il est vrai que c'est à Berlin qu'on a eu d'abord l'idée de cette fondation Diez, mais ce n'est pas une raison, si l'on s'adresse aux souscripteurs de tous les pays, de tout centraliser dans cette ville. Puisque ces Messieurs du bord de la Sprée ne veulent pas nous prêter leur concours pour l'Exposition universelle de 1878, ils nous obligent pour cela même à leur refuser le nôtre pour leur Exposition philologique romane. - Votre idée était généreuse et pratique. L'effacement volontaire des Italiens la compromet en la dénaturant. Nous n'avons donc plus qu'à nous abstenir. - Ne vous étonnez donc pas si jusqu'à nouvel ordre nous gardons le silence sur la souscription Diez et surtout ne voyez pas dans notre attitude un manque d'égards à votre adresse. Notre adhésion était sincère et d'autant plus méritoire que nous sommes en face de dépenses considérables et prochaines. Notre congrès roman en 1878 absorbera une bonne partie de nos ressources."

[5] Gemeint ist der Appello agli studiosi italiani concernente la "fondazione Diez", in: AGI 4 (1878), 425-428.

[6] Vgl. dazu: Statut der Diez-Stiftung, in: ZRP 4 (1880), 624-627.

[7] G. I. Ascoli: Lingue e Nazioni, in: Politecnico 21 (1863/64), 77-100.

[8] Der 5. und 6. Band des AGI sind ausschließlich diesem Thema gewidmet; Ascoli ist der alleinige Autor. - AGI 5 (1878): Il codice irlandese dell'Ambrosiana, vol. I. Il testo e le chiose;AGI 6 (1879): Il codice irlandese dell'Ambrosiana, vol. II. Appendice e illustrazioni .

[9] G. I. Ascoli: Schizzi franco-provenzali, in: AGI 3 (1878), 61-120.

[10] Vgl. Anm. 7.