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Brief (014-00209)

[1. 7. 1872]

Caro e riverito amico,

Le acccompagno con queste righe i fogli 22° e 23°, e spero che abbiano a trovarla in buona salute. I residui seguiranno a breve intervallo.

Ella ebbe la bontà di comunicarmi, nello scorso gennajo, la cortese Sua idea di parlare dei 'Saggi ladini' nella 'Romania'; ed ora vedo, per la seconda volta, in un giornale italiano, che gli editori della 'Romania' si propongono di tradurre e di arricchire con molte aggiunte la Grammatica del Diez. Ciò mi suggerisce le seguenti considerazioni. E' egli possibile che i traduttori o continuatori francesi trascurino siffattamente gli idiomi ladini, da lasciare p. es. senz'alcuna men zione, com'è nell'originale, tutta la provincia friulana? Od è possibile che si rassegnino a non dare dei più importanti dialetti italiani, come sarebbe p. es. il veneziano, se non quelle magrissime e spesso erronee notizie che nell'originale si contengono? 1 I 'Saggi ladini' danno pei Grigioni, pel Tirolo, pel Friuli, per la Lombardia, la Venezia ecc., moltissime cose nuove; e più e più altre, e chi sa quanti bei commentarj, si possono aggiungere da Lei. Perchè dovremmo perdere questa bella occasione di introdurre, per quanto si può, in un'opera riassuntiva e classica, il costrutto così importante di tante nostre fatiche? Io, per la mia parte, non potrei farmi innanzi senza correr pericolo di parere presuntuoso, tanto più che non ebbi mai alcuna relazione con quei signori (in Francia non conoscerei, di persone che si muovano per simili campi, se non il Littré, al quale mi trovo legato di qualche riconoscenza, per la relazione favorevole da lui data, all'Istituto, senza punto conoscermi di persona, sulla prima puntata delle mie 'Lezioni') 2; nè d'altronde potrei assumere, se pur mi fosse offerta, alcuna diretta collaborazione in quell'impresa. Ma per Lei, sarebbe altra cosa sotto ogni rispetto; e quindi io mi permisi di richiamar la Sua attenzione sopra questo punto.

Mi scriva, mi stia bene, e mi ami sempre.

Suo affmo
G. I. Ascoli.

Milano, 1° luglio 1872.


[1] Die französische Übersetzung von Antoine Brachet und Gaston Paris erschien unter folgendem Titel: Grammaire des langues romanes, par Frédéric Diez, Paris, 1874-76. - Ascolis Befürchtungen sollten sich bewahrheiten; in der Übersetzung findet sich nichts von alledem, was er gerne hinzugefügt gesehen hätte.

[2] Vgl. dazu: Giancarlo Breschi: L' "autobiografia" di Graziadio Isaia Ascoli, in: AGI 58 (1973), 39-98; vgl. v. a. 72: Ascoli war vom Institut de France für seine Corsi di glottologia der Prix Volney zuerkannt worden.