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Brief (002-00201)

Milano, 16 gennajo 1869.

Mio egregio signore,

Rispondo immediatamente alla cara Sua lettera del 13, la quale, per una ragione che Le dirò più sotto, mi è parsa providenziale.

Quanto al furbesco, tutto, o pressochè tutto, quel ch'io potrei dirnele, si trova in un vecchio mio Articolo, che occupa le pag. 380-420 nel fascicolo che Le mando insieme con questa lettera1 . Delle aggiunte che si contengono nel mio 'handexemplar', potrò farle parte un altro giorno. // Non conosco alcuno scritto, in cui sia trattato del parlare degli ebrei italiani. Un saggio prezioso io sperava di trovarne nelle biblioteche milanesi, aven-dosi in Biondelli, Dialetti gallo-italici, p. 452, la notizia che segue2 :

Il terzo libro delle Canzonette a tre voci di Adriano Banchieri Bolognese, intitolato: Studio dilettevole nuovamente con vaghi argomenti e spassevoli intermedj fiorito dall'Amfiparnato. Comedia rusticale dell'ecc.mo Horatio Vecchi. - Milano, per l'erede di Simon Tini, e Gio. Franc. Besozzi, 1600. Ivi gli attori parlano e cantano in varie lingue e dialetti, vale a dire, in italiano, spagnuolo, bolognese, veneziano, bergamasco, ed in un gergo bizzarro italo-ebraico.

Ma io non sono mai riuscito a trovar fuori questo libro; nè il Biondelli stesso l'ha veduto, anzi non sa tampoco dire donde gliene sia venuta la notizia.- // Di qualche influsso dei Ghetti ne' volgari italiani, è toccato a pag. 402-3 del fascicolo che Le offro3 . // Quanto alla lingua franca degli scali del levante, se ne avrebbero molti saggi nelle vecchie comedie italiane; e qualche dato bibliografico, che può giovare ad agevolarne la ricerca, si trova nel mio 'Zigeunerisches' (Halle, 1865, pag. 122 e segg.) 4 , di cui non mi è dato farle presente, non avendone più se non un esemplare solo. // Nei friulani fiér ués, l'accento è sull' e. L' ie del friulano fiér ha pronuncia non diversa dall' ie del toscano dieci. E così dev'essere anche dell' ie romancio e ladino, appunto in fier, e simili (v. Studj orientali e linguistici, pag. 314, n., la qual nota va però ritoccata) 5 . // Non ebbi agio, in sino ad ora, di studiare, come avrei voluto, la sua bella Nota intorno a slipe ecc. 6 Le confesso, però, che le Sue obiezioni preliminari mi sono sembrate deboli. Ella dice, mi pare (non ho ora alla mano il vol. della Zeitschr.), che v'abbia una soverchia distanza di tempo fra il dado romano e le carte delle nostre bettole. Ma l'asso è alt-rettanto antico, ed è tuttavolta nelle nostre bettole, ed è passato in Germania. Così potrebbe essere avvenuto anche di basilario (basilicario). Poi, se non erro, Ella mi fa rimprovero di non essermi accorto che snorio e slipe dovevano venir di Germania, poichè incominciano per sn sl. Ma queste combinazione iniziali ricorrono di frequente in voci nostrali: snodare, slogare, ecc. Ciò sia detto a mia difesa, e non per conchiuderne che io abbia ra-gione. E così fossero miti tutte le polemiche, e non mi fosse toccato, a cagion d'esempio, d'insorgere con una certa vivacità contro il Corssen7 , per le strane critiche di cui volle abbellito il primo vol. della sec. ediz. del suo "Vokalismus". Ma io confido nell'equità degli altri colleghi tedeschi, e già ebbi di questa equità una preziosa prova in una bella lettera, che intorno al subietto della polemica, e intorno ai modi tenuti dal Corssen, mi scrisse il povero Schleicher8 , pochi giorni innanzi alla sua morte.

Ma è ora ch'io venga a quel proposito, al quale accennai in sul principio della lettera. Ai dialetti italiani, e alle favelle romanze in generale, io non ho potuto dedicare tutte quelle cure che avrei voluto, ma pur son parecchi anni che vi attendo con amore, ed ora mi son deciso a fondare qui in Milano un periodico, il quale s'intitolerà: Archivio di glottologia italiana, e mi sono obbligato a publicarne la prima puntata non più tardi del febbrajo del 70. 9 In essa darò di mio, uno spoglio fonetico di un interessantissimo dialetto ladino (il dial. di Gardena), con un certo corredo comparativo, che verserà in ispecie intorno al friulano. 10 Contemporaneamente uscirà il primo volume dei miei Corsi (Fonologia) 11 , ne' quali è pur data qualche attenzione ai nostri vernacoli. Così mi parrebbe messo un buon principio, che almeno varrebbe ad eccitar gli altri, e in ispecie ad eccitare l'operosità del Flechia di Torino, il quale deve avere in serbo un materiale molto copioso e molto prezioso. 12 E sarebbe un campo, sul quale potremmo unirci, in bella concordia, Tedeschi ed Italiani. Della collaborazione del Diefenbach, di cui sono amicissimo, mi stimerei sicuro13 ; e ora chiederei senz'altri giri di frase, a vossignoria: Vorrebbe anch'Ella rallegrarci della Sua compagnia? Una retribuzione materiale io non potrei promettere, senza rischio, sin dal principio; ma ho fiducia che si potrà conseguire. Se mai Ella si risolvesse a fregiare di un qualche suo lavoro la prima puntata, questa s'ingrosserà quanto occorra per capirla tutta intiera.

Dunque Ella mi scriva, mio egregio signore, o anzi mi venga a trovare, e presto, e la mia casa è pronta a darle una modesta ma cordialissima ospitalità. E mi ami e mi creda

Suo devmo
G. I. Ascoli.

P.S. Le aggiunte marginali del 'handexemplar' sono un po' più numerose di quello che mi paresse. 14 Ne trascrivo alcune:

Alla n. della pag. 380 : Gergo e lingua furbesca, nel Ragionamento dello Academico Aldeano (Niccola Villani) sopra la poesia giocosa, Venezia, 1634, pag. 80-S. "Il gergo dei ladri (lingua amasca) si parla in Calabria anche da persone colte." Ces. Lombroso, Dell'Igiene nelle Calabrie, Lettera al prof. Mantegazza, Milano, 1863.

A pag. 396: A Roma, nel linguaggio volgare: lombardo, lombardone, lombardello = ladro, ladrone, ladroncello, (Nanarelli).

A pag. 402: A Roma: tarefe = indisposto; p.es. "mi sento tarefe", mi sento indisposto (Nanarelli).

A pag. 402-3: V. nel diz. veneziano: aver in c... el goi(...), cogionar el goi, minchionar el goi.15


[1] G. I. Ascoli: Gerghi, in: Studj orientali e linguistici, Milano, 1861, 380-420. Erschienen auch in: Studj critici 1, Milano, 1861, 102-142.

[2] Bernardo Biondelli: Saggio sui dialetti gallo-italici, Milano, 1853.

[3] Vgl. Anm. 1.

[4] G. I. Ascoli: Zigeunerisches, Halle, 1865.

[5] Vgl. Anm. 1.

[6] Vgl. 002-00201, Anm. 4.

[7] Wilhelm Corssen (1820 - 1875). Bei der Abfassung seiner Dissertation griff Schuchardt auf eines von Corssens Hauptwerken zurück: Über Aussprache, Vokalismus und Betonung der lateinischen Sprache, Leipzig, 1858/59.

[8] August Schleicher (1821 - 1868), Linguist.

[9] Der endgültige Titel lautet: Archivio glottologico italiano (AGI). Die Herausgabe des ersten Bandes hat sich dann allerdings bis 1873 verzögert. Vgl. dazu 010-00206: "Le spedisco finalmente i primi due fogli dell'Archivio..."

[10] Der gesamte erste Band des AGI enthält außer dem berühmtenProemio nur die Saggi ladini, in denen sich Ascoli mit der gesamten Rätoromania beschäftigt. Il dialetto della Gardena: 361-371; Territori friulani: 474-535.

[11] G. I. Ascoli: Corsi di Glottologia. 1. Lezioni di fonologia comparata del Sanscrito, del Greco e del Latino, Torino, 1870 (Ascoli nennt im Verlauf des Briefwechsels die Corsi auch Lezioni).

[12] Giovanni Flechia (1811 - 1892), Linguist, von 1860 - 1890 Professor in Turin. Er wurde einer der wichtigsten und treuesten Mitarbeiter des AGI, bereits im 2. Band finden sich Arbeiten von ihm. Vgl. dazu auch Liliana Della Gatta Bottero / Ileana Zeppettella:Il carteggio Ascoli-Flechia, Roma, 1977.

[13] Ludwig Diefenbach (1806 - 1883), Linguist und Ethnologe. Es erschienen keine Beiträge Diefenbachs im AGI.

[14] Vgl. Anm. 1.

[15] Vgl. dazu: Umberto Fortis / Paolo Zolli: La parlata giudeo-veneziana, Roma, 1979.