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Postkarte (04-00546)

Chiar. Sign. Prof.[1] molte grazie della sollecita ed esauriente risposta da Lei cortesem. inviatami in data 19 corr. – In quelle pagine insignificanti del RJB[2] Le accludevo un foglietto manoscritto che forse è andato perduto. In cotesto foglietto Le scrivevo – e a buon conto Le riscrivo – che negl’Annali d. R. Accademia di agricoltura di Torino, Vol. I (1907), c’è una ‘nota’ (di 41 pag.) del Prof. Dott. G. Chiej-Gamacchio, intitotolata “Il Bagolaro, indagini sulla sua Coltivazione e sulla Industria che il suo legname alimenta nella Provincia di Torino.”[3] Con alcune illustraz. e molti nomi dialett. (di Celtis): ne veda pure in Annali d. Minist. di agricoltura IX. Mi creda sempre Suo dev. e obbl. M. Bartoli



[1] A causa della pessima leggibilità del timbro postale, la presente lettera fu inventariata, nell’ambito della sistemazione del lascito di Schuchardt, con la data 21 maggio 1920 (Wolf 1993: 109). I rimandi contenutistici fanno tuttavia sembrare più probabile la collocazione cronologica, qui preferita, alla fine del mese di maggio del 1911. Il fatto che Bartoli fornisca un’informazione bibliografica da Schuchardt utilizzata ed esplicitamente fatta risalire a Bartoli in una pubblicazione apparsa a fine anno del 1911 fa sì che la stesura di questa è da assumere come termine ante quem della presente lettera. In più, nella presente, Bartoli fa cenno a “quelle pagine insignificanti del RJB” che precedentemente aveva mandato a Schuchardt e alle quali aveva accluso un foglietto con le indicazioni bibliografiche. Dal 1904 al 1912 Bartoli collaborò al Kritischer Jahresbericht über die Fortschritte der romanischen Philologie edito da Karl Vollmöller di cui redasse la rassegna “Lingua letteraria” (cf. treccani.it Biografico, s.v. Bartoli, Matteo Giulio). Nella biblioteca di romanistica dell’Università di Graz è conservato un estratto della rubrica in questione del volume undicesimo pubblicato nel 1911. La rubrica fu però già stesa nel giugno del 1910 come si evince dalla nota in calce. Non è da escludersi che si tratti della pubblicazione in questione anche se l’esemplare conservato non reca l’ex libris di Schuchardt.

[2] Vedasi la nota 1 alla lettera 08-00545.

[3] Anche in seguito al cenno qui dato da Bartoli Schuchardt torna sui nomi del bagolaro (Schuchardt 1911, n° 620, vedasi in particolare p. 386), argomento da lui trattato già in precedenza (Cf. Schuchardt 1910, n° 601, 338ss.).