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Postkarte (03-00541)

Mittente: Prof. Bartoli

Parenzo[1] (Istria)

 

Trieste 14. IX. '10.

 

Chiar. Sign. Prof., ho ricevuto or ora la Sua cartolina indirizzatami a Torino,[2] e La prego perciò di scusare l'involontario ritardo di questa mia.

Il mio pensiero era molto lontano dall'invitarLa a prendere parte, in qualsiasi modo, a quel 'duello', come Ella lo chiama.[3] /2/

La pregavo solo di controllare le citazioni del Merlo che collo spazieggiato, con omissioni e addirittura con invenzioni sue, altera, mutila e falsifica le mie parole. Lo vedrà fra qualche settimana, se Ella stesso non vuol fare quel controllo.

Il lavoro Alle fonti d. neol. (in BZRPh.) spero di finirlo nella prossima primavera.[4] Molte cose buone, spero, Ella vi troverà, ed Ella muterà così il Suo giudizio a mio riguardo!

La sua interpunzione ho notata quattro o cinque anni fa, in un'occasione che sarebbe troppo lungo precisare. Del resto Ella sa che io ho studiato molto, nella sostanza e nella forma, l'opera sua; molto, cioè quanto lo Schuch. viceversa ignora il modesto lavoro mio!

La ringrazio tuttavia dell'onore ch'Ella mi fa chiedendomi i Rifl. slavi.[5]

Al mio ritorno a Torino (fra un quindici giorni) m'affretterò a mandarLe quell'omaggio.

Tante grazie di nuovo, e tante scuse anche della fretta di queste righe. E mi credo suo devot. e malgré tout affezion.   MBartoli



[1] Città istriana (slov. Poreč).                                                                               

[2] Bartoli nel 1907 era stato chiamato a insegnare presso la facoltà di lettere dell’Università di Torino.

[3] Bartoli fa riferimento alla controversia con Clemente Merlo, tematizzata ampiamente anche nel carteggio tra Schuchardt e Merlo, al momento attuale ancora inedito.

[4] Il contributo “Alle fonti del neolatino” fu pubblicato nella Miscellanea di Studi in onore di Attilio Hortis nel 1910. In questo articolo Bartoli avverte che si tratta di un estratto da un’imminente pubblicazione, che avrebbe dovuto apparire nella collana Beihefte der Zeitschrift für Romanische Philologie (Bartoli 1910:889). Un lavoro omonimo nelle BZRPh non è però noto. Bartoli allude ancora allo stesso progetto di pubblicazione in una lettera a Schuchardt scritta quattro anni più tardi (06-00543).

[5] Probabilmente il contributo di Bartoli dal titolo “Riflessi slavi di vocali labiali romane e romanze, greche e germaniche” nella Jagič-Festschrift Zbornik U Slavu Vatroslava Jagića edita dagli allievi e amici di V. Jagič e apparsa nel 1908. Un esemplare dello scritto di Bartoli di proprietà del successore di Schuchardt sulla cattedra di filologia romanza a Graz, Jules Cornu, è conservato presso la biblioteca di romanistica (segnatura XS/30/4).