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Brief (21_HS_ADA_13)

Graz 26.3.77

 

Carissimo amico!

Una domanda!

Biondelli Saggio sui dialetti gallo-italici p. 426 (saggio mantovano)[1]:

Parché al gh’fè la gambaröla

In t’al ball dla spazzaröla,

Ch’la mostrè Con, Ron e Büs.

Ostermann Proverbi friulani p. 266[2].

Una volta nelle scuole si scrivea su tavolette di legno sulle quali eran stampate le tre parole:

Chon, Rhon, Bus.

 

Si conoscono queste tre parole in Toscana? qual n’è il significato proprio?

Mi si dice che si pubblicheranno dei canti Rovignanesi da un certo Ive nella Vostra raccolta[3]; gli sarà fra breve?

In quanto alla fondazione Diez[4], non potrebbe indicarmi |2| un foglio forse l’Antologia[5]?  di Firenze, che sarebbe disposto di dirne due parole? Nell’Opinione di Roma vi è un articolo che ne tocca dal Monaci[6].

Trovo citato il Borghini del dicembre 1876; da quando è redivivo questo giornale[7]?

Statevi bene e amatemi

Tutto vostro

H. Schuchardt

[1] Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, Milano, presso Giuseppe Bernardoni, 1853, p. 426.

[2] Cf. Valentino Ostermann, Proverbi friulani raccolti dalla viva voce del popolo, Udine, Tipografia di G. B. Doretti e Soci, 1876, dove a p. 266 è riportato il proverbio «Al savarā dug i pons no si dīs nuje: / Ma il Chon, il Rhon e il Bus a l’è chel inc̏imò ca l’è imbrious» raccolto a Resiutta (Udine), traducibile come ‘Saprà anche tutto [lett. tutti i punti], nulla da dire: ma il chon, il rhon e il bus è quello (ancora) che è il difficile’. Il proverbio è seguito dalla frase di commento fedelmente riportata da Schuchardt nella riga successiva al riferimento bibliografico.

[3] Antonio Ive, Canti popolari istriani raccolti a Rovigno, Torino, Ermanno Loescher, 1877.

[4] Cf. n. 3 alla lettera 20_HS_ADA_12.

[5] Il riferimento è al periodico fiorentino «Nuova antologia di scienze, lettere e arti», pubblicato dal 1866 al 1899 come continuazione dell’«Antologia» del Gabinetto Vieusseux (1821-1832).

[6] Su Ernesto Monaci cf. n. 16 alla lettera 13-00078.

[7] La prima serie di «Il Borghini: studj di filologia e di lettere italiane», diretto da Pietro Fanfani, uscì dal 1863 al 1865. La pubblicazione del periodico riprese nel 1874 con la seconda serie («Il Borghini: giornale di filologia e di lettere italiane»), ancora sotto la direzione di Fanfani, e continuò a uscire fino al 1879, l’anno della morte di Fanfani.