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Brief (07-00082)

Weimar 9 Ott.

C. A.,

vi ringrazio d(e)lla vs lettera, e del Sonetto[1], che però già conoscevo. Mi ero posto a rispondervi con una lettera in fiorentino, per riscontrare il vs romanesco, ma ho temuto che l’ortografia d(e)l mio dialetto non vi fosse famigliare, e perciò ho tralasciato, e vi scrivo in buon italiano.

Quanto al vs progetto, non so se per conto vs dite per burla, ma io per conto mio, vedendo oramai quasi fuggire la stagione di farsi una famiglia, sarei ben lieto se potessi conchiudere una alleanza italo-germanica. Ma ormai sono sulle mosse per andar via; e se non sarò incappato in qualche altra rete, ci penseremo un altr’anno al mio ritorno in Germania. Intanto pensate a me, ed io penserò a voi. E penserò a voi, anche per vedere se mi riuscisse di farvi venire stabilmente in Italia. Quanto ne sarei contento! Ma temo che questo sia un mio sogno! Ad ogni modo tenterò, se troverò il terreno propizio, e in caso ve ne scriverò per sapere le vs intenzioni in proposito.

Siate sicuro che tornando a casa, cercherò quello che avrò disponibile in fatto di dialetti |2| Non sarà molto, ma anche il poco credo che vi tornerà utile o piacevole. Quanto al libretto di antiche poesie friulane[2], l’editore le dà come d(e)l sec. XIV: se poi sieno davvero così antiche, non ho modo di riscontrarlo. Se desiderate questo libretto, il meglio è che, senza complimenti, vi indirizziate al Sig. Vincenzo Joppi in Udine, e che glielo chiediate. Egli ne è l’editore, per occasione di nozze: anch’io per averlo mi sono diretto a lui per mezzo di terza persona, e ho avuto subito il fascicolo. Credo che sarà egualmente gentile con voi.

Del resto vi ho già detto che desidero mi teniate per vs corrispondente in Italia per tutto quello che potesse occorrervi. Le pubblicazioni in dialetto che più possono interessarvi mi sono facilmente reperibili in commercio: io verrò in vs soccorso, fin dove almeno possono arrivare le relazioni private. Se non riuscissi, voi che conoscete le difficili condizioni d(e)l mercato librario in Italia, non mi accagionerete di poca premura.

|3| Serbo come una d(e)lle più care memorie il mio soggiorno in Germania, quella d(e)lla nostra gita alla Wartburg[3].

Vi prego dei miei complimenti al vostro sig. padre, e voi, mio buon amico, credetemi

Tutto vs

A.    D’Ancona

 

P. S.: Partirò di quà entro la settimana prossima: se avete qualche commissione per l’Italia, datemela con sollecitudine.

Badate che la prima lettera d(e)l cognome che vi ho trascritto[4] è un i lungo

[1] Cf. Lfd.Nr.: 06-HS_ADA_04.

[2] Vincenzo Joppi, Saggio di antica lingua friulana, Udine, Seitz, 1864. L’opuscolo fu scritto da Joppi in occasione delle nozze tra il conte Girolamo di Codroipo e Vittoria di Colloredo Mels e contiene l’edizione di alcune poesie friulane antiche, tra cui la ballata trecentesca Piruç myo doç (ringrazio delle informazioni Francesca Panontin).

[3] La celebre fortezza della Turingia, non lontana da Gotha, città natale di Schuchardt, e da Weimar, dove nell’ottobre del 1869 si trovava D’Ancona per un soggiorno di studi.

[4] Quello cioè di Joppi (cf. n. 2).