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Brief (02-10732)

SNicolo 8 Maggio 1901[1]

Egregio Professore

Il mio stato di salute non mi ha in questi giorni permesso di potere stare al tavolino, ma piuttosto al letto, e quindi domando venia se risponderò quasi strettamente alla pregiata sua del 6 corr.te

L’ordine del lavoro a parer mio dovrebbe cominciare col conoscere

Rete di Posta, – di posta ed alla deriva, – alla sola deriva, – a strascico violento in mare, a strascico da terra – e quindi

 

Tonnara

Tonnarella                                                           Reti Fisse

Sinaiuli o Impardata

Alalungara

Rudolo

 

Palamidara

Schitta                                                                  Reti fisse ed alla deriva

Alacciara

Agugliara

 

Menaidozza

Tratta o Minaida chiara

            ϑ              spessa

Bardessono                                                         Reti a deriva

Ravastina

 

|2|

Paranze

Tartagna lunga

     ϑ        corta                                                    Reti a strascico violento tirate da barche

Gargamo

Gargamello

 

Tartannone                                                          Rete a strascico violento tirata da barche e da terra

Sciabicone                                                        Rete a strascico volento [sic] tirata solo da terra

 

E dopo tale classifica eccomi partitamente a risponderle.

Le strisce o fasce per piombo e sommo servono a tenere il breme o armato non in contatto di una rete fatta di filo molto fine, e quindi la fascia è fatta con filo che abbi tre volte la grossezza di quella. Il breme è un cavo di canape del diametro di M 0,008 al quale vanno attaccati i sugheri da un lato ed i piombi dall’altro.[2]

I piombi sono dei dischi dell’omonimo metallo della grandezza di un 5 lire di argento e ripiegati sul breme: ve ne sono dei forati, ma questi servono per guarnire il piombo dello sparviere da noi detto rizzaglio. Di detti piombi se ne formano anche in quadrato e del diametro uguale al 5 lire di argento che ripiegato sul breme forma un piccolo tubo.

Le maglie delle reti si praticano sulla misura del palmo (Siciliano) il quale è uguale a M. 0,25# e quindi, quando mi esprimo con cennare al numero di maglie, Ella dovrà capire nel senso che esse si estendono per una larghezza uguale a Palmo uno[3] |3| Sicchè le fasce che sono dell’altezza di Maglie 5, formanti 11 gruppi per ogni palmo uniscono il breme alla maglia fatta.

Il fascione (che Lei non potè comprendere pronunziato dal Damiano si usa nella ravastina, la quale si mette in armamento con la fascia da 5 sopra e fascione da 100 al piombo.

Sui lati, e dove è armata con la rete o rizza a maglie spesse si usa ugualmente la maglia da 5 sino a che và ad unirsi alla stazza o anello che serve per tirare l’intero ordegno.

La ravastina al centro si arma con maglie di 11- gruppi 18 per palmo e la intera altezza è = 23 x 20.

Lo scopo poi della fascia superiore è quello di proteggere la rete di centro costruita con filo leggiero, quello della fascia inferiore e del fascione è di lasciare che attraverso una maglia larga passi più facilmente l’arena e farci più liberamente scorrere sul fondo l’ordegno, come del pari, ove s’incontri un’ostacolo in fondo questi spezzi più facilmente il pezzo ad maglia chiara conservando la spessa. E per oggi chiudo la presente, nella speranza che domani se in condizioni migliori di salute possa cominciare a scrivere qualche cosa e con meno abrasioni e correzioni di oggi.

Suo Devotis

PSpadaro

 

|4|[4] Egregio Professore

In seguito alla mia di ier l’altro,[5] oggi benché a letto ma in migliori condizioni di salute Le scrivo la presente.

Tonnara. Il complesso di alquante reti disposte a quadrato con delle separazioni, e con una rete che corre sino a terra, ed in taluna, altra, che và in fuori chiamasi Tonnara.

Coda Una lunga rete sostenuta al pelo dell’acqua da un grosso cavo detto sommo ed in fondo da un altro detto fondo che serve di paratea al passaggio dei pesci per condurli all’isola della tonnara è la coda. La coda è legata con il cudacchiu a terra

Codacchio. Il codaccio talune volte è di canapa come il sommo altre volte è una catena legata al sommo da un lato ed a terra dall’altro.

Rosasi I piombi per far tenere la rete ferma in fondo e perpendicolarmente al sommo chiamansi rosasi essi sono dei cubi o dei parallelepipedi di pietra i quali vengono legati al cavo di fondo in diversi

Muscelli a mezzo di taluni capicelli di erba detti musceddi. La parola ammusciddari è sinonimo di legare a mezzo di muscelli, il muscello è lungo M 3-

Posta Talune fette di sugheri legati da muscelli, e recentemente in talune tonnare con muscelli di colze o manilla o canape e che servono di gavitello a mantenere sospesa la rete si chiama imposta

Cazzuni Se però invece di esser legati sono dei piccoli pezzi di sughero chiusi in sacchi di rete ed oblunghi allora si chiamano cazzuna.

|5|

Breme   è sinonimo di moscello (bremi)

Armato Oltre i capi di sommo e di fondo dei quali quello di sommo è del diametro 0,07- e quel di fondo 0,05, un altro piccolo capo vien legato direttamente alla rete a mezzo

Mafarda di taluni pezzetti di filo fine di canape detto mafarda; detto capicello che può farsi di libano di co[…] di manilla o di canape si appella armato è del diametro di 0,013

La rete che serve per la coda fatta di cordicella di disa, erba che producesi nelle nostre campagne ed in talune tonnare fatte anche di Co[…], ha una maglia che tra nodo e nodo misura 0,75

Testata Detta rete in testa ed in fondo ha una fascia detta attistatura che varia dalle tre alle cinque canne di altezza

Canna   La Canna è la misura siciliana della quale si servono in tonnara per le misure.

Passo    essa corrisponde al passo o meglio alla estenzione misurata dall’estremità del medio delle due mani di un uomo a braccia distese, ma più propriamente uguale all’altezza di M 1,82:

Pezza     Pezza si chiama una striscia di rete della larghezza di Maglie 18 e la cui lunghezza corrisponde ad una volta e mezzo l’altezza del fondo nel quale dovrà essere calata. Le pezze variano di grandezza di maglia a secondo il posto nel quale dovranno progettarsi dette 18 maglie si legano sopra un armato di CH 2.112

Midollaro Le pezze si uniscono a mezzo di un |6| cavo di disa detto muriddáru e con mafarda

Schia     In fondo al midolláro si legano diversi capicelli con rosasi formanti un grappolo di pietre che dicesi Schia

NB in talune tonnare usansi delle catene di ferro

Patorno. Attorno al cavo di sommo si gira un capicello o comando del diametro 0,004 per preservarlo dallo strofinio dei sugheri od altri accidenti quale capo dicesi patornu e quindi impaturnari significa avvolgere girare detto cavo intorno alla gomena come spatornare significa svolgerlo. Per tenere fermo la coda tanto nel senso protendente in fuori, quanto nel senso laterale a diversi punti

Reste     della stessa si legano due resti o capi della lunghezza circa tre volte e mezzo il fondo, i quali all’altro estremo han legata un’ancora che li tiene fer

Croce    mi al suolo il punto di congiunzione si dice croce come crociare si dice il prepare in mare la tonnara

Crociare pria [sic] che venghi buttato giù la rete

Crociato crociato dicesi tutto lo intero apparato quando è mancante delle reti

Scuola   La distanza tra una croce e l’altra nella coda dicesi scola la quale è sempre di circa canne 18 ma varia a secondo le correnti delle quali suole soffrire ogni tonnara

Intitola.               Un cavo che partendosi da terra ne descrive lo intiero apparato ed al quale si legano a croce i resti mantenuti dalle ancore e che si toglie man mano che và calandosi la tonnara e le reti di essa chiamasi intitulata esso ne forma l’archetipo

NB nel Comp. Maritt di Messina usano da principio calare col sommo in vece di Intitola

|7|

Calata. ed al momento della calatina ovvero di quando le reti vengon buttate giù, al detto cavo le reti van congiunte legandovi lo armato, il quale allora si fa di più grandi dimensioni

Spigo-maestro Il punto di congiungimento tra la coda e l’isola della tonnara chiamasi spicu-mastru mentre poi

Isola      il complesso delle diverse camere si dice isola La coda va congiunta all’isola in senso quasi normale

Palma   Al punto di congiungimento dell’isola con la coda si innalza un palo di legno tenuto perpendicolare a mezzo di venti e sostenuto da una massa di sugheri. In testa allo stesso va legato un grosso ramo di olivo o carrubba: - esso serve tanto come segno per allontanarsi i velieri vapori, o barche di pesca, quanto come correntometro per le forti correnti che bene e spesso mettono in fondo e per parecchi metri il sommo della tonnara tal palo con relativo ramo di olivo si chiama Palma

Spigo-bastardo A 20 Canne circa e dal lato di sottovento della tonnara un'altra rete in senso di formare angolo ottuso con il lato della tonnara e restante detta rete in forma obliqua a quella dello spigo maestro chiamasi spicu-bastardu.

Lati        Le reti che chiudono la intera tonnara tanto dal lato di sopravvento quanto da quello di sottovento chiamansi lati e quindi lato di sopravvento l’uno lato di sottovento l’altro

Testa     Quelle che la chiudono dal lato di levante e ponente si chiamano teste una testa di levante l’altra testa di ponente

Bocca    Lo spazio vuoto tra i due spighi dicesi bocca Ucca#[6]. Ed ora un pò stronco passo a salutarla

Dev P Spadaro

|8|

Isola      L’isola della tonnara è il complesso di sei scompartimenti dette camere, le quali portano i nomi di –

Camera Grande – Picciolo di levante – Bordonaro – Bastardo – Picciolo di Ponente e Quattro pizzuddi quest’ultimo manca in talune tonnare.

Musartio Il musarziu e [sic] un grosso cavo che forma la divisione tra una camera e l’altra gli serve inoltre a legare e tenere frenato i due capi o resti gettati sopravvento e sottovento ai due lati della tonnara perché questa, o per ragion di corrente o di mareggiate non si restringa. La loro lunghezza e nome varia a secondo il punto al quale son destinati, anzi prendono nome della camera che siegue

Il musarziu oltre la lunghezza uguale alla larghezza della camera alla quale viene destinato, porta maggior lunghezza atta a poter formare il nodo.

Al musartio van legate le porte che dividono i diversi scomparti di questo ordegno di pesca: allo stesso si legano le barche di guardia che stanno alle vedette della entrata dei pesci.

Allo stesso infine và legata la testa di levante.

Il Musarzio che fà continuazione con la coda chiamasi del Sinno

Sinno    Per Sinnu s’intende un áncora, e la più grossa, in talune tonnare è di oltre una tonnellata

|9| ad essa è affidato il centro della tonnara e la resistenza della intiera coda, un resto resistibilissimo lo lega molto cazzato al musarzio.

Dallo spigo maestro ed in continuazione per oltre 24 canne continua una rete in direzione della coda, l’intiera lunghezza di esso, oltre la lunghezza per formare i gruppi, è di CH 30 a 32

In talune tonnare si è anche usato di mettere una porta dal punto ove finisce lo spigo sino al lato sopravvento ma non si ritiene necessaria ne pescat[…].

Grande  La camera a levante a partire dallo spigo maestro chiamasi Grande essa varia tra le CH 54 alle 60 di lato, compresovi la lunghezza della bocca dal lato di sottovento che da canne 30 si restringe a CH 24 da ponente verso levante[7]

Specchio Di fronte all’entrata o bocca la quale da CH 24 a mezzo dello spigo-bastardo si restringe a 18; tutta la rezza (ed allo estremo della quale) presso levante và legato il musartiolo che tiene lo spigo bastardo chiamasi specchiu

Picciolo di levante Andando presso il lato di levante s’incontra un altro e solo scompartimento chiamato picciolo di levante il quale ha la superficie di un quadrato con il lato di CH 24 ed è diviso dal grande a mezzo di una porta

Porta – Una rete che è uguale ai due lati della tonnara nel posto ove vien piazzata si chiama Porta. La porta abbandona |10| ta a se stessa và in fondo ma tirata sù, a mezzo di diverse leve dal fondo si porta al sommo, e sbarra il passaggio ai pesci. Essa è legata ai due lati

Gironi   della tonnara a mezzo di Jiruna

Il Girone è una rete di fil di canape, di sparto, o di cordella di disa, a seconda la porta a cui deve servire.

Esso ha la forma di un ventaglio, o può paragonarsi per la sua costruzione alla quarta parte dello sparviere o rezzaglio i cui lati rettilinei son legati uno al lato della tonnara e l’altro al lato della porta il terzo lato del triangolo mistilineo viene a raccogliersi sui lati della tonnara e chiudono ermeticamente ogni possibile passaggio ai pesci da uno scomparto all’altro, eccone la forma [disegno]

Nota bene il girone nel lato x cade quasi perpendicolarmente al lato della tonnara

Bordonaro Dal grande girando verso ponente oltrepassando lo spigo mastro si entra nel bordonaro il quale è

una camera che misura una lunghezza al centro di CH 35 aventi i lati uno di CH 30 e l’altro di CH 27

|11|

Porta del Bastardo Chiude il lato di ponente la cosi detta Porta del Bastardo da non confondersi con la porta Bastarda di cui parleremo in seguito

Il bastardo misura CH 28 di lunghezza CH 28 a levante e CH 24 a ponente

Porta Chiara È la porta sottostante al Musarzio del Picciolo è detta chiara perché fatta con una maglia più larga delle altre e serve a dar libero passaggio ai tonni che dal bastardo vogliono passare nel picciolo

Picciolo                La camera che siegue questa porta è detta Picciolo – (da non confonderlo con il picciolo di levante di cui sopra) esso serve a chiudervi i tonni Dopo essere gia stati chiusi nel bastardo di modo che appena si leva il bastardo (porta) và a mollarsi la porta chiara e passati i tonni nel picciolo levato la stessa và a mollarsi di nuovo il bastardo in aspettativa di altri pesci.

Il picciolo misura un quadrato di CH 24 o meglio tre lati da 24 ed uno da 22 – cioè che l’altra porta più a ponente è sopra un musartio di CH 22

Porta Bastarda. La porta che segue per essere di una maglia di grandezza media tra la maglia ordinaria di tonnara e la porta chiara dicesi Porta Bastarda, che non è lo stesso del Bastardo.

Quattro Pizzuddi, o Quattro spigoli, o Bastardolo e |12| è una camera non usata in tutte le tonnare la cui

lunghezza misura CH otto mentre è larga a levante 22 a ponente CH 14 la funzione di detta camera è quella di separare possibilmente il contatto dei tonni del picciolo da quelli della leva.

La testa di ponente è guarnita anch’essa di una porta di canape la quale è detta porta sottana per il di cui funzionamento parleremo in seguito

Leva – Culica – Coltre – Camera della Morte – Corpo

Sono i nomi che si danno ad un pezzo interamente separato dalla tonnara ma dal quale dipende il funzionamento della stessa.

La leva è un pezzo aggiunto ma che bisogna ben distinguerlo dal Corpo, hanno entrambi la medesima funzione ma una diversa costruzione.

Il corpo fù primieramente ideato ed applicato anzi la leva culica o coltre non è che la modificazione del primo, vi ha forse qualche tonnara che in atto lo mantiene, ma a seconda un discorso tenuto in ferrovia fra uno dei proprietarii di detta tonnara ed lo scrivente quegli pareva (or son 3 anni o più) deciso ad abbandonarla.

Camera della morte è nome che si applica si all’uno che all’altro apparato

La leva è il complesso di diverse reti, di diverse dimensioni. Nella sua costruzione prende forme di una immensa culla della lunghezza di CH 60 e quindi misura tale lunghezza più due volte e qualche cosa |13| dippiù dell’altezza delle acque nelle quali vien projettata l’isola della tonnara

La leva và congiunta alla parte superiore della porta sottana[8] e rimane in fondo quasi sempre, meno il tempo per levare i pesci, e nel contempo và unita un’altra porta che serve a tener chiusa e continuamente la tonnara, questa ultima e la cosi detta porta u

Porta di Canape               cannavu perche fatta di filo di canape.

La porta ù cannavu si abbassa per lasciar passare il pesce dal picciolo e 4 pizzuddi nella leva ed appena passativi si eleva rimanendovi gli stessi [9]chiusi – Per quanto mal designato ecco la forma della leva [disegno]

 

Eppoiché sono tuttavia in letto mi sento un pò stanco e potendo continuerò domani

Un saluto per Lei e Pitrè[10]

Dev.

P. Spadaro[11]

|14| La leva come si è già detto è una immensa culla le reti che la compongono sono di diverse maglie e prendon nome dalla grandezza di esse.

Utimo dicesi una maglia la cui misura di nodo a nodo e uguale a 110, di esso pezze 4 della misura di CH 76

Gradotti è la misura della maglia 0, che segue immediatamente all’utimo e 3 pezze misurano 70 CH

Spesselli e la terza maglia che misura da nodo a nodo 110 e della lunghezza pressocché uguale alla precedente cioè CH 70

Pezza di caduta la cui maglia misura pezze due CH 36

Scapolare a maglie fattiforma pezze 6 con una misura uguale a CH 3.112

Fascina Dicesi una fascia di rete che serve ad unire lo scapolare, o cento maglie, o coltre, o spesso, alli rotoni e

la maglia è uguale a quella della pezza di caduta

Rotoni sono dei sacchi grossi di rete ripieni di sugheri, e servono al doppio uso cioè, da un canto per tener

galleggiante la testa di ponente della leva e da un altro per potere li stessi esser tirati e messe dentro

una grande barcaccia che facci da sostegno oltre la linea d’acqua allo stesso scapolare al momento

della pesca

Colonnito dicesi un cavo di piccola dimenzione [sic] il quale messo in mezzo ad una camera prende il nome di

mezzo seguito dal nome della camera come mezzo-picciolo, mezzo bastardo mezzo grande etc. così quello della leva non ostante che |15| In detta parte ve ne sieno tre pure prendono tutte e tre il nome di mezza leva.

La funzione del colonnito è uguale a quella dei Musarti con che però i primi servono a sostegno della

tonnara e questi ultimi unicamente per tenerla aperta cioè che i lati non si avvicinino

Tradimenti o trattenimenti sono dei cavi con un cappio ad occhio che servono a tenere la ritenuta

Ritenuta La ritenuta è un cavo che unisce le due grandi barche che servono a levare esse son due poste a prua

ed a poppa di dette barche.

Barche

Ad ausilio delle reti e come parte principale per far la pesca sono le barche – i quali si nominano

Ciuffa – Scieri, Vascello di entrata, Chiaccherone, e la piu grande delle barche

Palischermo – Palascarmo è la seconda barca che si mette di fronte alla prima al momento della levata

Sciabiche o palascarmotti sono due barcacce che si mettono ai fianchi del Palascarmo

Muscare sono le barche minori o barche leggiere

Caicco è una picciola barca che serve per il passaggio da un punto ad altro delle persone o per tutti i servizi fuori guardia o pesca

La ciuffa misura pressocché CH 9 dall Campione di prua alla perpendicolare della rata |16| di pappa il

Campione, od ocidduzzu è cio che di prua s’innalza a questa forma [disegno]

Sannali sono due alberi che guarniti con pulegge e mazza servono per alzare i tonni e metterli fuori banda.

Stirato È una tavola fra l’orlo ed il di dietro della persona che pesca per guardarlo dai colpi di coda od urto dei movimenti convulsivi del pesce

Cani Sono certi pezzi di legno con delle pulegge poste sull’orlo della Ciuffa per tirar sù la porta della leva e quando la stessa è a riva vengon tolte solamente per lasciar libero l’uomo che con le mani tira le reti a cominciare dalla porta e poi dall’Utimo

Cagnozzi Sono come i cani ma più piccoli e servono per tirar le leve delle porte eccone la forma [disegno] servono nelle muocare

La disposizione delle barche nella levata è come segue [disegno]

In fine servono ad afferrare i pesci i

Crocchi-corti sono lame di ferro uncinati attaccate ad un manico tornito ed atto ad afferrarsi in mezzo torniture [disegno][12]

|17| il manico non misura più di M 0.60

Crocco lungo Croccu longo È un uncino a lama cilindrica e terminato a punta attaccato ad un asta lunga M[13]

Croccone è lo stesso del crocco-lungo attaccato ad un asta d M. 3 di lunghezza

Crocchetto è un uncino piccolo della […] diametro di Mill 1. Va attaccato ad un manico corto serve per tirare lo scapolare

Crocco a besi È un uncino con occhio al quale va attaccato un capo e servono per tenere ferma ad un punto la leva[14]

Sgaragghiare Mettere i due lati della leva sulle barche di fianco.

Mazzacana Una pietra bucata nella quale si mette un capo e serve di áncora in punti ove non vi è corrente

Sgassa È un cappio di grossa fune colla quale si cinge per la gola o per la coda il pesce spada e si mette fuori dell’acqua

Piccolo cappio di cavo per mettersi intorno alla coda del tonno per poterlo elevare

Alli quattro angoli della tonnara oltre le linee delle reti escono in fuori due braccia di cavo di somma detti

Braccia o brazza che finiscono con un occhio per ciascuno detto

Gassa Le gasse sono di soprav. e sottov di levante e di soprav: o sottov: di ponente

Alle gasse si legano tre o quattro cavi con grosse

|18|

áncore dette ancore di gassa

Agli angoli poi trasversalmente si gettano altre ancore dette Mascarane [disegno][15]

|19|

Hôtel Trinacria 18-5-901

Egregio Prof

Non avendola trovata in albergo le accludo il presente scritto sperando domani o lunedì spedirLe lettera da S. Nicolo al completo di quanto Ella mi ha domandato

Saluta distintamente

P. Spadaro

|20| [19]

Corpo Le funzioni in atto esercitati con la leva sino alla fine del secolo XVIII ed anco nei’ primi del XIX si esiguivano col corpo – Il corpo era od è tuttavia per qualcuna tonnara una camera aggiunta della lunghezza di CH 40 la quale vien tirata sù con argani posti sulle 4 barche che formano la

Incastellatura ‘ncasteddatura cioè il quadrato a castello per riunirvi e levare i tonni. Il corpo tiene in basso le reti spesse, e il cosi detto scapolare vien sollevato dal fondo a raggiungere il sommo

Ritengo null’altro aver da dire in ordine alla tonnara, salvo qualche dimenticanza che potrò seguito correggere, cioè rileggendo quanto ho scritto ed a mente serena

Tonnarella

Una tonnara ridotta e per numero di camere e per grandezza di leva è la cosi detta

Tonnarella – Tunnaredda – manca in essa il picciolo di Levante il bastardo i 4 pizzuddi o bastardole e non vi si mette mai codardo.

Codardo ll codardo è una rete la quale suol mettersi alla estremità della testa di levante attaccato al braccio di sottovento e formando in testa un quadrato con un lato mancante di rete, e rivolto alla coda la sua funzione e quella di far ritornare alla coda  i pesci che prendono il largo dalla parte della testa di levante

|21| [20]

Campile Campile è precisamente il bichero dei porthogesi, il detto quadrato che forma testata dicesi anchi rivotu

Passaggio di S. Andrea Sanedda di S. Andrea è lo spazio che passa tra la testa di levante ed il codardo eccone lo schizzo [disegno]

Malfaraggio, Marifaraticu e tutto quanto di fabbricato è in una tonnara compresa la spiaggia

Con la tonnara e tonnarella pescansi tutti i pesci della famiglia degli sgombri ed indipendentemente Cefali Sardelle Alicci ed anche dei calamai.

Ed ora che ritengo aver esaurito tutto quanto riguarda tonnara e tonnarella passo all’altra rete di posta detta

Tramaglio [16]– Sinaiuli - Impardata o /rete a tramaglio/

è una rete di filo di canapa da 16 la cui altezza misura al centro Metro 1.80 e l’estremità dei lati M 1.7

Lo spesso di detto ordegno ha una maglia che misura tra nodo e nodo Mill 35 e la lunghezza si fa di Canne 21 a 30 cioè Metri 42,65 a M.60 di armato

Lo armato e fatto di corraino del diametro di Mill 5

Si arma a ponte cioè: nella misura sullo armato uguale a Maglie 4 cioè Cent […]

|22| [21]

vi corrisponde il ponte fatto con filo da 10 della lunghezza di Cent 21 e nel quale stanno legate 6 maglie. [disegno] Ugualmente di filo da 10 sono fatte le impardature o parita (pareti) poste al di fuori dell’un lato ed altro della rete spessa

Le maglie misurano Cent 30 e si calano au ‘ngradu mentre lo spesso và calato allo sgaru ‘ngraru significa diritto per gruppo, sgraro in senso trasversale

Lo armato superiore è fornito di sugheri suvareddi bucati in centro

Il piombo fatto con rettangoli di piombo i di cui lati misurano uno Cent 4 e l’altro 3 si avvolgono e legano allo armato inferiore

Alle due testate si unisce una fascia con maglie che misurano Cent 6 ½ di filo da 12 e che l’ultima riga è fatta a dubbulinu (doppio filo)

A tre punti diversi si legano dei piccoli capicelli detti naturaleddi

Con la Sinajula o Impardata si pescano Triglie, Scrofami, Sparagghiunu Ciucciastri Turdi Sappani Pittimi, Sarghe Orate Ambrine ed altri pesci

Radolo[17] Un’altra rete da posta è il Raddulu – Lo spesso e di Maglia di Cent. 6 ½ Si arma a ponte cioè in un armato uguale a Maglia 2 cent 13 vi si […]  in ponte maglie 3- Questa rete và senza tramaglio è alta M3 e lunga Metri 42 si uniscono spesso dai 10 alli 20 pezze

|23| [22]

pescansi Sopi Sauri Scurmi (sgombre) spigari

L’armato presocche uguale alle senajoli

Terminate le reti da posta passiamo a quelle che servono e da posta, e che vanno alla deriva

Alalungara[18] Rete per pescare alelunghe, ma che puo pescare  [19]pesca ugualmente Pesce spada e tonno

L’alalungara e formata di diversi toni o pezzi di rezza comunemente si compone di 20 pezza

Ciascuna pezza è lunga Canne 20 Metri 41,60 ai due punti estremi vi si legano dei naturaleddi che li congiungono per formarne una della intera estensione la prima ed ultima pezza o tono li naturaleddi si legano al breme il quale in quel luogo sporge dalla parte superiore per legarsi all’Orsa o samo[20] – Il breme ha un diametro pressocche uguale a Cent 1 di diametro, non usansi fasce ne al sommo ne al piombo

Il piombo formato di disci del metallo omonimo vengono aggirati intorno al breme di piombo si dicon vajane attaccata la rete alla barca corre alla derica ma puossi usare come rete di posta il pesce dando in quella rete per passar oltre viene ad impigliarvesi rimanendovi affogato

Palamidara[21] Per la pesca del palamido si usa la cosi detta Palamidara, però l’antica palamidara, o quella rete che con tal nome si chiama tuttavia in Messina e Catania è la stessa della alalungara, però col finire del secolo XVII avendosi voluto far distinzione di pesca nel solo comparti

|24|

23-V-01

Egregio Professore

Lei ha perfettamente ragione La prossima apertura del congresso non mi permette distrarmi dal lavoro che ancora non ho completato però potra essere sicuro sicurissimo che non lascio lavoro a metà –

Potendo, al più presto lo contenterò –

Le unisco campione maglia Alelungara[22] croccu,[23] crocchetto,[24] besi[25] e lama di crocco[26]

Oggi sono in Palermo ma so dove potermisi trovare, essendo il tempo destinato alla […] differenti commissioni.

Un saluto e mi creda

Dev. P. Spadaro

PS Se potrà prestarmi i libri dei quali mi parla nell’ultima sua lettera le resterei obbligato ma più di ogni altro i lavori del Re di Portogallo o chi per esso

PS

|25| [23][27] mento di Palermo la rete Palamidara si cominciò a chiamare ‘Alalungara’ ed una maglia bastarda tra l’Alacciaria e la Alalungara appellaron Palamidara, ma leggendo le antiche scritture, per Palamidara devesi intendere l’attuale Alalungara

Palamidara[28] Palamitara rete da posta e a deriva Pezze 9 CH 21 Maglie Cent 10. altezza CH 10 armasi all’istesso modo dell’Alalungara

Schitta[29] – con breme al sommo ed al fondo non ha fasce

Pezze 16 CH21 Maglie Cent 8 altezza CH 10 si uniscono come le alelungare

NB: tanto le Alalungare che le Palamidare e Raidolo non che le Schitte ad ogni tre o più quattro pezze si uniscono a cucitura, ed allora le tre o quattro pezze riunite pigliano il nome di tono di rete La Schitta è rete a sola deriva

Alacciara[30] È una rete che serve per prendere scurmi bisi palamiti piccoli, sgombri, vopi, sauri, aluzzi

La Maglia è di Cent. 4 ½ Altezza CH 10 o Metri 20,80 lunghezza di metta CH 9 si uniscono 8 pezzi per ogni tono, e si forma di toni 2 ½ o pezze 20. L’alacciare e rete a deriva.[31]

Augugliara[32] Maglie di C.ri 3 altezza CH 5 Pezza di CH 9 si uniscono 9 pezze formanti un tono. Pescansi Aguglie e sarde – è di sola posta[33]

|26| [24]

Sinajula[34] è una rete di filo di canapa la di cui maglia tra nodo e nodo misura Mill 35.

La lunghezza varia tra le CH 21 a 30 di armato è armato a ponte cioè che in ogni lunghezza uguale a maglie 4 pari a Centimetri 14 corrispondono maglie 6, queste ultime si armano sul ponte cioè un filo che ai due estremi dei Cent 14 corrisponde con un arco che misura Cent 21. Esso è fatto di filo da 10 mentre la rezza corrisponde al filo di 16. [disegno]

Detta rete calasi allo sgraro cioè non perpendicolarmente alla linea di costruzione che dicesi alla ingraru ma trasversalmente mentre al di fuori dell’una e l’altro lato di essa vi si calano la parete e parita[35] che son le reti che fanno il tramaglio,

Il tramaglio e rete di filo da 10 le cui maglie misurano Cent 30 e calasi all’ingraru

Nell’armato superiore si mettono dei suvareddi sugherini bucati esso e un capo del diametro di Mill 5.

Il piombo con pezzi di metallo omonimo formato a rettangoli di Cent 4 x3 che si gira e batte intorno al cavo di piombo il quale è della stessa misura di quello di sommo.

Alle due testate si unisce una fascia con maglie misuranti Cent 6 ½ fatte di filo da 12. Testata sopra la fascia a dubbolino o meglio a doppio filo in una maglia.

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naturaleddi vi si uniscono non piu di tre

Altezza M 1.80

[…]         “ 1 70

Pescansi Triglie scrofani sparaggliuna – ciuciastri tordi lappane pettini sarghi orate ombrine

Trovo che già era stato in precedenza descritto ma poicchè ho tornato a scriverla la lascio in carta.

Menaidozza e del genere dell’alacciara e formata da 20 pezze da CH 9 altezza CH 10 maglia 1 ½ si divide in tre toni, ha fasce sopra o sotto con filo da 30 e tutto il rimanente si arma come la tratta chiara

Tratta chiara.[36] La tratta chiara è rete che va solamente alla deriva le cui maglie sono di Cent 3 ½ - si compone di 24 pezze da CH 9 per ciascuna e si divide in tre toni – L’altezza di ciascuna pezza è di CH 12 cade al grado

Si arma con fasce sopra e sotto ciascuna fascia e di Cent 20 di Maglie 5

Filo da 25 e per le fasce filo da 20

Testate con breme ordinario al quale si legano i naturali cioe capicelli più grossi dei naturaleddi

Pesca sarde grosse ed alacce –

Tratta spessa Maglie Cent 2 ½ si compone di 24 pezze da CH 9, altezza CH 10 si unisce in tre toni cade al grado

Si arma con fasce sopra e sotto come quello della tratta chiara, così parimente le

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testate ed altro si armano come quelle della tratta chiara

Minaida e lo stesso di Tratta.

Bardesono[37] Rete a strascico non violento, e che corre alla deriva per forza di corrente

Lunghezza dell’apparato CH 140 in due toni

Altezza                                  “ 12

Maglie da Cent. 3

Tramaglio  “    30 si avverta che dal pelo d’acqua a CH 10 resta senza tramaglio dalli CH 10 alle CH 12 si unisce il tramaglio [disegno] alle testate oltre i sugheri vanno i sami per tenerli

Ravastina[38] Rete che corre alla deriva con naca in mezzo e due braccia, le maglie della naca sono di Cent 2 e la naca è lunga CH 9 alta CH 9 armato superiormente CH sotto CH 1 – Le maglie dei lati cominciano vicino alla naca da Cent 3 per finire a Cent 20 sono lunghe CH 100.

Fascioni solo nella parte inferiore di filo da 12 maglie da gruppi 9 palmo di Cent 25 ½

Sopra fascia della maglia di tratta[39]

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testate ed altro si armano all’uso della tratta chiara

Paranza Prende nome dall’unione di due barche che tirano ugualmente le sfarzine alle quali sono esse legate,

Le paranze sono a maglie ed armamento diverso, cioè con barche grandi e con coverta che mantengono reti e sacco poderosissimi, ve ne sono tirate con barche senza coverta, e queste ultime io descrivo essendo quelle che sono in uso nel compartimento marittimo di Palermo (non descrivo i particolari delle grandi paranze essendo stati diggià raccolti dal professore)

Sacco lungo Metri 30 Maglie di C.ri 3 a 6

I lati sono formati a tocchi

1° tocco CH 15 circa cioè il sacco

2 “           “   04 maglia di Cent 7 detto cazzarideddu

3 “           “    04 detto nnappiteddo sfarzine CH 700 a 1000

Paranzella armate come le paranze in minore dimensioni. Son delle reti a strascico violento

La […] o parte che rade il suolo e che per pescare le sogliole gli rombi ed altri pesci simili può caricarsi di enormi pesi che […]lgono tutto quanto incontrano e mettono nel sacco.

Tartogna lunga Sacco e due tocchi di rezza formano la tartagna-lunga, il sacco è lungo Metri 6 che comincia con maglie di cent 3 ed il cul di sacco e spesso intero cioè di tessuto fitto da non lasciare occhio.

2° Tocco lung CH 2 3° CH 6’ 4° CH 10

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Il secondo tocco e fatto con maglia di Cent 4 cazzariteddu

Il terzu                           “                                   6 cazzorita

Il quartu                          “                                 20 ‘nnappited

tirato in una barca pesca merluzzi seppie calamai neonata di pesci

Tartagna-corta Sacco lungo CH 4 Maglie da Cent 2 ½ e finisce con cent 4 ½ - Braccia tocchi 2 cioè cazzariteddi Maglie 2 ½ lungo CH 3 – nnappiteddu lungo CH 5 con maglie da Cent 9 -

Triglie, piccoli mastini, e quasi tutti i pesci […]

Gangamo[40] Rete a strascico composta di un arco sce[…] di legno detto Falanga ed un cerchio di ferro detto cerchio o circu il peso della falanga e di circa […] 10 ed il legno è silice i sacco lungo Metri 8 gira Metri 4 detto sacco a maglie descrescenti da Cent 3 a Cent 1 è tirato da capetti-lunghi dai 200 a 600 metri cioè zapetti da CH 15 uniti poi a secondo i fondi nei quali si pesca [disegno]

Minoli e pesci di suolo

Gangamello[41] Cerchi Tutto in ferro, a due archi congiunti ad angolo retto. Sacco con maglie da Cent 2 ad 1

Lunghezza del sacco CH 3

Diametro dei due cerchi M 1 ½ [disegno][42]

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Tartannone[43]

Si tira tanto da terra che da mare formato da 4 tocchi compreso sacco

Sacco da CH 7 con maglie fittissime da Cent 3 a Cent 1

2° Tono da Cent 4 lungo CH 4

3° “          “           10            “ 10

4° “          “           20            “ 10

Pesca a qualunque pesce ed in ispecie ai neonati di essi

Sciabicone[44] o Sciabacuni si tira soltanto da terra ha 4 tocchi di rete a maglie descrescenti

Sacco M 20 comincia con maglia di Cent 5 ad un metro circa di distanza si arma con maglie di cent 4 e dopo altro metro di Cent 3 e quindi da cent 2

Le braccia che cominciano dal

2° tocco maglia cent 6 lungo CH 10

3°                                 8                    20

4°                                10                   20

5°                                 20                  30

Si riuniscono nella gassa e quindi si legano alle sfarzine o capetti

Si pescavano in Palermo

Dentici

Aliccioli

Sarpe

Sarghi

Occhiati

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Dissi si pescavano in Palermo, perché dal 1839 in qua non si è più calato

Detto ordegno è stato sempre proibito, però mio nonno, il Sig. Pietro Spadaro il quale rivestiva la carica di economo della pesca della Real Casa, ottenne da SM Ferdinando IV di Borbone e poi primo che potesse far fare due cale al giorno nel golfo di S. Erasmo a Palermo; dovendo però a tal pesca impiegare tutti i vecchi pescatori inabili a poter prendere il mare ed una buona parte del pescato andava a loro favore.

Così per moltissimi anni lo sciabacone si esercitava giornalmente (tempo permettendo) e circa 80 vecchi pescatori correvano a tirar da terra quella rete.

Dopo la morte di mio nonno, non avendo lasciato lo stesso altri figli che mio padre il quale era al comando di un veliero, a nessuno si volle dare la reggia concessione, che ostava con la legge proibitiva, e sin d’allora presso noi non si è più calato il detto ordegno

Ed ora egregio professore domando venia del modo come ho scritto la presente, dichiarandole che ove vorrà ch’io torni sull’argomento, lo farò con piacere, purché mi lasci qualche mese di tempo libero, ed in tal caso spero che Lei resterà contento, e del pari io stesso potendo se non altro leggere quanto getto sulla carta, cosa che non ho potuto fare per il passato, e Lei ne conose

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le ragioni, aggiungo che per pochi giorni ancora ho un lavoro che mi occuperà molto tempo della giornata

Se trova dei pentimenti o dubbi sui miei scritti me ne scriva ed io cercherò di contentarlo per quanto è possibile

Accetti i m[…] più cordiali saluti

Devotis

PSpadaro

Nb: nella partita Tonnara manca

Cabana La Cabana è una tenda fatta in modo che un’arco ne tien sospesa la parte superiore ed ai due lati scendono due liste si mette tal tenda nelle barche di guardia e forma quasi una capanna con la bocca sopra un lato della barca

Far cabana significa fare guardia



[1] La lettera inventariata col numero 10732 e la data 23 maggio 1901 (Wolf 1993: 359) è stata scritta durante un lasso di tempo di più giorni. Per la presente edizione si è scelto di datarla 8 maggio 1901, giorno in cui Spadaro cominciò a scrivere il glossario.

[2] Annotazione sul margine, d’altra mano (forse di Schuchardt): “8 mm!”.

[3] In margine, scritto con matita blu, si trova un punto esclamativo.

[4] Nonostante sembri cominciare una nuova lettera, i fogli sono conservati come facenti parte della precedente, motivo per il quale si continua la numerazione delle pagine.

[5] La data da presumere per questa parte dello scritto è dunque il 10 maggio 1901.

[6] In calce alla pagina: “#Ucca”.

[7] L’ultimo passo è stato inserito in calce alla pagina.

[8] Cancellato: “e quando si vogliono lasciar passare i pesci dalla camera del piccolo nella leva”.

[9] Non è possibile stabilire chi abbia evidenziato la costruzione.

[10] Giuseppe Pitrè (1841-1916), scrittore e antropologo siciliano, fondò nel 1880 con Salvatore Salomone Marino e diresse fino al 1906 l’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. Il suo carteggio con Hugo Schuchardt (N° d’archivio delle lettere di Schuchardt a Pitrè 08864-08871) è ancora inedito.

[11] Scritto al bordo destro della pagina, in verticale.

[12] Accanto si trova scritto con matita blu, probabilmente per mano di Schuchardt: “Muster“. Nella collezione di Schuchardt conservata nell'Österreichisches Museum für Volkskunde si trova un "Crocco-corto" (ÖMV/63.513), forse l'oggetto qui menzionato.

[13] Nella collezione di Schuchardt si conserva un crocco lungo che probabilmente gli fu procurato da Spadaro (ÖMV/63.512).

[14] A matita: “Muster”. Nella collezione di Schuchardt si conserva un crocco a besi che potrebbe essere il campione in questione (ÖMV/63.515).

[15] In margine, a matita “Mascheranu”.

[16] Nel taccuino 17.1.3.9, a pagina 3(7) Schuchardt aveva annotato le presenti informazioni. Nella collezione di attrezzi da pesca del linguista è presente una parte di un tramaglio (ÖMV/63.557), probabilmente inviatagli da Pietro Spadaro (cf. Werkmanuskripte 17.1.3.5, 41).

[17] Nel taccuino 17.1.3.9, a pagina 7 (15) Schuchardt annota queste informazioni.

[18] L’informazione riportata qua è ripresa da Schuchardt nel taccuino “Werkmanuskripte 17.1.3.9 a pagina 8 (17).

[19] Non è dato sapere chi abbia evidenziato il lapsus sintattico.

[20] In margine, scritto verticalmente, probabilmente da Schuchardt: “sagam[…]?”.

[21] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 9 (19).

[22] Cf. ÖMV/63.551.

[23] Cf. ÖMV/63.512.

[24] Cf. ÖMV/63.513.

[25] Cf. ÖMV/63.515.

[26] Cf. ÖMV/63.516.

[27] Seguito del glossario a pagina |23| [22].

[28] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 9 (19).

[29] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 12 (25).

[30] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 10 (21).

[31] Nota in margine, probabilmente di mano di Schuchardt: “hat fascie?”.

[32] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 11 (23).

[33] Nota in calce della pagina, probabilmente di mano di Schuchardt: “die toni werden anders verbunden als die pezze? Mit den bremi?”.

[34] Nota in testa alla pagina, probabilmente di mano di Schuchardt: “v. sopra”. Il rimando si riferisce probabilmente a pagina, s.v. tramaglio.

[35] Inserito in margine parita.

[36] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 37. Nella collezione di reti di Schuchardt sono presenti sia una tratta (ÖMV/63.556) sia il modello di una tratta (ÖMV/63.562). Quest’ultimo fu fatto da Damiano Spadaro (cf. Werkmanuskripte 17.1.3.5, 41).

[37] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 6 dove Schuchardt scrive in riferimento al suo esemplare della rete (ÖMV/63.574): “Maschenweite bei meinem Ex 15 MM. Die 6 Maschen stimmen nicht bei meinem Ex. Die […] Maschen sind an meinem Ex. Durch doppeltes Garn eingefasst“.

[38] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 13 (27).

[39] Nota in calce alla pagina, probabilmente di mano di Schuchardt: “Bleie unten?“.

[40] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 45. Schuchardt ricevé un modello del gangamo da Damiano Spadaro (ÖMV/63.566).

[41] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 47.

[42] In calce alla pagina nota, probabilmente di Schuchardt: “ganganu nicht auch Name für die Eisen[…]?”.

[43] Nella collezione di reti di Schuchardt è conservato il modello di un tartarone (ÖMV/63.568).

[44] Cf. Werkmanuskripte 17.1.3.9, 31.