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Brief (19-04952)

Illustrissimo Signor Consiglier Aulico,

Mille grazie delle Sue notizie e de' benevoli consigli che Ella buono al solito con me, ha voluto darmi. Da quando son giunto in questa capitale fino ad oggi non ebbi quasi un momento di requie, sempre sui piedi e giorno e notte. Del che come' Ella giustamente osserva, ne deriva ad un sofferente piuttosto male che bene. Io più che al congresso[1] son venuto qui per rivedere amici che da un pezzo non avevo più veduti, ravvivare le amicizie e relazioni rallentate e riannodarne di nuove. E questo scopo mi lusingo d'averlo pienamente raggiunto perché oltre del aver ritrovato in buona e florida |2| salute il Monaci, rividi ed imparai a conoscere Paul Meyer,[2] Emil Picot,[3] il Dejob,[4] il Cochia,[5] il Bovet,[6] il Gauchat,[7] lo Joret,[8] lo Stimming,[9] il Vossler,[10] il Wiese,[11] a tacere del padre Vendelino Förster,[12] che rimase sempre quel buon forte gaudente e combattente che fu sempre. Egli volle spezzare nuove lancie (quasi ne fosse stato bisogno!) per dimostrare la falsità delle Carte d'Arborea, attirandosi addosso le ire ed imprecazioni del figlio o parente che sia del La Manca![13]

Si parla ne' conversar che abbiamo insieme sovente di Lei anzi gli e gli [sic] altri Suoi ammiratori La mandano a mio mezzo rispettosamente a salutare. |3|

Il congresso se ha risca[l]dato alquanto gli animi, ha però portato un raffreddamento di temperatura piuttosto brusco per Roma; di mattina e di sera fa fresco davvero. Io fo conto di lasciar questa città doman l'altro, mi soffermerò un pajo di giorni a Napoli, e poi la pasqua spero di essere a Palermo, dove fo conto di restare fino ai 17 o 18 aprile; Dopo penso di visitare Catania, Siracusa e Messina e per la via di Brindisi verso la fine del mese far ritorno a Trieste e di là a Graz. E Lei quando pensa venirvi?[14] Ha certo inteso della morte del povero G. Paris?[15] Che ne dice? Mi conservi la Sua preziosa benevolenza, mi scriva, se crede a Palermo fermo in posta, e mi voglia con tanti saluti del Cocchia e del Vitelli[16] e d'Ovidio, Suo devotmo ed obbligatmo

A. Ive

|4| Le scrivo questa dalla Sede della nuova Società romana,[17] dove passo qualche bell'oretta a conversare col Monaci e con questa salda gioventù, avida di sapere e dottrina!

La sigra Nardo-Cibele,[18] che vidi stamane La manda tanto a salutare.

Buona Pasqua e si conservi sano.



[1] Die Akten des in diesem Zeitraum (1.-9. April 1903) in Rom stattfindenden "Congresso internazionale di scienze storiche" weisen Ive als angemeldeten Teilnehmer auf ([o. A.] 1907a: 47).

[2] Paul Meyer (1840-1917), französischer Philologe, von dem 12 Schreiben im Schuchardt-Nachlass vorliegen (Bibl. Nr. 07201-07212 aus den Jahren 1874-1888, teils ediert bei Karl 1935).

[3] Émil Picot (1844-1918), französischer Philologe, der ebenfalls in Kontakt mit Schuchardt stand (Bibl. Nr. 08821-08825 aus den Jahren 1874-1879 im Nachlass).

[4] Dejob, Charles (1847-1916), französischer Historiker und Italienkenner.

[5] Eigentlich Cocchia, vgl. Brief Nr. 13-04947.

[6] Ernest Bovet (1870-1941), Schweizer Romanist, mit dem Schuchardt ebenfalls in Kontakt stand (Bibl. Nr. 01289-01300 aus den Jahren 1902-1926 im Nachlass).

[7] Louis Gauchat (1866-1942), Schweizer Romanist, mit dem Schuchardt ab 1904 korrespondierte (Bibl. Nr. 03593-03613 aus den Jahren 1904-1927 im Nachlass).

[8] Charles Joret (1829-1914), französischer Historiker und Philologe. Von ihm ist nur ein Schreiben im Schuchardt-Nachlass vorhanden (Bibl. Nr. 05144 aus dem Jahr 1887).

[9] Albert Stimming (1846-1922), Romanist.

[10] Karl Vossler (1872-1949), Romanist mit dem Schuchardt ab 1904 in intensiver Korrespondenz stand (vgl. Schwägerl-Melchior 2015b).

[11] Vermutlich Berthold Wiese (1859-1932), Professor für Italienisch in Halle (vgl. Eberle 2015)

[12] Wendelin Förster (1844-1915), Romanist, der in Briefkontakt mit Schuchardt stand (Bibl. Nr. 03092-03106 aus den Jahren 1878-1912 im Nachlass).

[13] Die Carte von Arborea sind im 19. Jahrhundert entstandene Fälschungen, in denen eine mittelalterliche Entwicklung des Sardischen dokumentiert sein sollte, und die vom Minoritenbruder Cosimo Manca da Pattada in Umlauf gebracht wurden. Ihre Echtheit wurde von verschiedenen Seiten (Mommsen, Vitelli) bereits um 1870 widerlegt. Wendelin Förster hielt auf dem Congresso internazionale di scienze storiche einen Vortrag zu den Carte von Arborea (vgl. Förster 1904).

[14] Schuchardt war von Februar bis April 1903 in Ägypten.

[15] Gaston Paris (1839-1903), französischer Philologe, starb am 05.03.1903. Die Edition seines umfangreichen Briefwechsels mit Hugo Schuchardt ist in Vorbereitung (Bibl. Nr. 08562-08659 aus den Jahren 1869-1903 im Nachlass Schuchardts).

[16] Girolamo Vitelli (1849-1935), Ägyptologe. Im Nachlass Schuchardts sind zwei Schreiben von Vitelli aus den Jahren 1872 und 1903 erhalten (Bibl. Nr. 12490-12491).

[17] 1901 war in Rom durch Ernesto Monaci die Società filologica romana gegründet worden.

[18] Angela Nardo-Cibele, Philologin und Folkloristin, die mit Schuchardt insbesondere ethnographische Aspekte betreffend in Kontakt stand (Bibl. Nr. 07706-07713 aus den Jahren 1902-1905 im Nachlass Schuchardts).