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Brief (1-02279)

Illustrissimo sign. Professore.

Leggo oggi nella Gazzetta di Vienna, che la S.V. ill.ma è stata nominata a professore ord. di filologia romanza nell' università di Graz. Mi affretto a porgerle le mie più vive e più sincere congratulazioni e godo veramente che l' Austria abbia potuto fare un tanto acquisto a vantaggio della scienza ed a gloria e decoro dell' Università di Graz e delle |2| altre consorelle.

Colgo inoltre quest' occasione per farLe pervenire sotto fascia una copia della recente mia pubblicazione "Morfologia italiana"[1] ad uso de' ginnasî, che la S.V. ill.ma si degnerà accettare quale tenue segno della mia più alta ed ossequiosa stima.

I miei lavori non hanno che il modesto scopo di servire in certo qual modo di istradamento ed introduzione allo studio delle opere di un Diez, della |3| S. V., di un Ascoli ecc. per la gioventù studiosa italiana, che come Ella avrà in Graz occasione di venire a conoscere, ne' primi anni de' suoi studî universitarî, conosce poco o nulla il tedesco e non piega facilmente la cervice a lavori troppo aridi e nuovi, come p. e. quelli di un Ascoli. Inoltre la più parte de' maestri e professori italiani nelle scuole secondarie austriache della Dalmazia, di Trieste dell' Istria e del Tirolo non hanno neppure un' idea |4| de' nuovi studî ed è per questo ch' io ho cercato di comporre una grammatica ital. ad uso de' ginnasî e de' candidati (Fonolog. Morfolog. Sintassi)[2] in base ai migliori lavori, ch' io conosca, e massime dietro la grammat. della ling. romanze del Diez, che anche in Italia è pochissimo conosciuta. Sono stato animato a comporre tali libri e dal  Prof. Mussafia[3] e dal Ministero, e mi lusingo sempre di avere fatta cosa utile alle scuole austro-italiane, e di ciò si persuaderà, spero, anche la S.V. ill.ma in Graz, la cui università è sempre frequentata da circa 200 ital., molti de' quali frequentano la facoltà filosofica ed Ella dovrà esaminare nella |5| lingua e letteratura italiana.

So anch' io, che ne' miei lavori vi sono mende e non poche, ma che siano del tutto inutili e non abbiano, almeno in parte a raggiungere il modesto scopo, a cui mirano, io non credo; e la critica che la S.V. ill.ma fece della mia Fonologia[4] nel Centralblatt,[5] glielo dico sinceramente, non è stata fatta secondo lo spirito del mio libro, che tende unicamente ad appianare agli studenti e maestri ital. la via a studî più alti e più severi intorno alla nostra |6| lingua ital.

Quando la S.V. ill.ma conoscerà meglio l’indole della gioventù studiosa ital. e le difficoltà che si incontrano ad incamminarla negli studî filologici, allora mi darà ragione.

Accolga intanto i sentimenti della mia più alta considerazione e mi creda sempre

di Lei devotissimo

 

Servitore S.r Fort.

Demattio i. r.

p. o. Professore di

ling. e lett. ital.

Innsbruck 25 Giugno

1876.



[1] Demattio (1876).

[2] Alle drei Bereiche wurden zusammengefasst in Demattio (1886).

[3] Vgl. auch den Briefwechsel zwischen Adolfo Mussafia (1835-1905) und Schuchardt in Lichem & Würdinger (2015).

[4] Demattio (1875).

[5] Vgl. Schuchardt (1876).