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Brief (01-06407)

Verapoly – Malabar – 4º luglio 1883
Indie Orientali – Cochin –

Illustrissimo Signore.

In riscontro alla lettera di V. S. dei 29 dello scorso maggio in cui mi chiede alcune informazioni circa l’estensione degl’Indo portoghesi che trovansi in questo Vicariato, e dei dialetti portoghesi che vi si parlano, ho il piacere di darle brevemente alcuni ragguagli che spero saranno conforme ai suoi desideri, e potranno servire allo scopo prefisso da V. S.

E primieramente parlando del numero degli Indo portoghesi, che risiedono in questo Vicariato di Verapoly1, nel Malabar, credo sia molto minore di quello forse supposto da V.S. Avendo fatto un calcolo approssimativo delle famiglie, che trovansi sparse nelle varie Parrocchie, mi pare di certo, che questo numero non deve oltrepassare di molto le mille famiglie, e verrebbe ancora a diminuirsi, se si dovesse fare la distinzione di quelli che sono puramente Indiani, e per lo più, di casta bassa, che per nobilitarsi si sono trasformati in Indo portoghesi, adottando il vestito all’Europea. Comunemente poi tutti quelli che vestono all’Europea, sono denominati dal popolo malabarico col titolo di Paranghi, e dagli Inglesi chiamati East Indians, ed anche Eurasians.

Quantunque poi questi Indo portoghesi siano sparsi in varie parti della Missione, il luogo dove trovansi in maggior numero, è Cochin, ove saranno circa 150, famiglie, cento cinquanta, e nelle vicinanze di Cochin, cioè Vaipim2, Mattincheira3, Saude4, ed Ernacollum5, in questi ultimi quattro luoghi vi saranno circa trecento cinquanta, 350, famiglie.

Riguardo poi al dialetto portoghese di Cochin, che V.S. suppone sia ancora comune in queste parti, le devo fare osservare, che gia può considerarsi come morto, perche ad eccezione di pochissime famiglie in Cochin, che ancora parlano in loro casa questo dialetto, generalmente ora tutti gli Indo portoghesi, ed altri che discendono da Europei, o che vestono all’Europea, non conoscono che la lingua malabarica, e per lo più, anche la lingua inglese. Vero è, che fra i vecchi Indo portoghesi molti conoscono questo dialetto di Cochin, ma fra i loro figli stessi, rarissimi sono quelli che lo intendono, né si curano di impararlo, perche loro non servirebbe più a nulla, perciò solo procurano di studiare la lingua inglese. Sono quindi persuaso, che passati pochi anni, cioè, venendo a mancare li vecchi che ancora lo parlano, del dialetto antico portoghese di Cochin non vi resterà quasi più vestigio alcuno. Devo pure notificare a V.S. che qui non esistono libri scritti nel dialetto di Cochin, almeno non ne ho mai veduto, fuori di un libercolo vecchio, e di nessuna importanza.

A riguardo poi di Cranganor6 devo parimenti farle osservare, che presentemente questa città non esiste più, né si vede alcun vestigio da formarsi l’idea, che anticamente vi fosse qualche città o luogo d’importanza. Vi sono ancora alcune famiglie di cristiani poveri, tutti nativi malabaresi, con una piccola Cappella, fabbricata nel 1868, che dicesi essere nello stesso luogo dove eravi prima la Cattedrale, ma ciò pure non è certo, perche non vi rimane più il menomo vestigio né della Cattedrale antica, né di altre fabbriche, che non dovevano mancare. Eravi pure una fortezza fabbricata dagli antichi portoghesi, divenuta ora come una selva, ed appena si vedono alcuni frammenti delle mura, e da una parte solo, cioè dalla parte orientale, vicino al fiume. Presso dei gentili Cranganor conserva ancora una certa celebrità per motivo di una famosa Pagode, distante però molto dal luogo ove esisteva l’antica città.

Mi rincresce di non poterle dare tutti quei ragguagli, che forse V.S. desidera per compimento dell’opera intrappresa, ma se vi è qualche altra cosa in cui possa giovarle, me ne farò un dovere di servirla.

La prego di gradire i miei umili rispetti, mentre con tutta la stima ho l’onore di rassegnarmi
Di Vostra Signoria Umilissimo Servo

+ Ir. Leonardo di S. Luigi
Arciv. Vicario Apostolico di Verapoly.


[1] Until 1709 the Vicariate Apostolic of Verapoly was known as Vicariate Apostolic of Malabar (Kanjamala 1996). It originated from the Diocese of Cochin, constituted by the Portuguese Padroado in 16th century.

[2] Portuguese name for present-day Vypin or Vypeen. Nowadays there are about 70 families of Luso-Indians (considered as Portuguese descendants) who live around the catholic church of Nossa Senhora da Esperança (“Our Lady of Hope”) (Dias 2013:284).

[3] Portuguese name for present-day Mattancherry.

[4] A location on the western coast of present-day Kochi whose name originates from the name of the catholic church of Nossa Senhora daSaúde (“Our Lady of Health”). Nowadays, around 150 families of Luso-Indians live in Saude (Dias 2013:274).

[5] Present-day Ernakulam. Under the Dutch rule, many Luso-Indians migrated from Cochin [Kochi] to Ernakulam. Today, around 150 Luso-Indian families reside there (Dias 2013:264).

[6] Also known as Cranganore or, currently, Kodungallur.