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Brief (22-07644)

19. 2. 77

Carissimo amico e collega!

Vi ringrazio dell'interessante vostra lettera e delle molte notizie che mi date. È vero che io aveva avuto un invito a Roma e si trattava della cattedra di filologia romanza; ma, tra perchè mi sono accorto che la mia nomina avrebbe danneggiata la posizione del mio ottimo amico Monaci e perchè lo stato della mia salute mi fa rifuggire dall'imprendere cose nuove, mi risolsi di rimanere qui ancora per quei pochi anni, che mi sarà dato di consecrare all'insegnamento.

Grazie della Dissertazione dello Schmilinsky, che invero è una povera cosa. Un certo Laurentius mi mandò un suo lavorino sulla Canzone d'Orlando, che parmi fatto abbastanza bene. Ve lo mostrerò quando verrete a Vienna. Intanto vi mando il Saggio di canzoni di Dignano publicato dall'Ive1. La raccolta intera si stampa nella Collezione del D'Ancona e Comparetti e non istarà molto ad uscire alla luce. L'Ive è un giovane pieno d'ingegno e di buona volontà; io spero che riuscirà a far qual cosa di buono; ma v'hanno informato male quando v'han detto ch'ei debba ritornare a Vienna affine di aiutarmi o sostituirmi all'Università. Qui ei non troverebbe una sfera d'azione sufficiente, mentre che in un buon ginnasio delle nostre provincie meridionali potrà coll'esempio e coll'insegnamento recare grandissimo vantaggio. Ciò non toglie che più tardi in Austria o fuori non gli si possa schiudere la carriera accademica.

Anch'io ho letto con molto interesse le Canzoni friulane raccolte dall'Arboit2; mi pare che della genuinità si possa fidarsi e sebbene l'introduzione e le osservazioni filologiche sieno peggio che da dilettante, è pur sempre un lavoro degno di encomii e di riconoscenza.

Del libro del Jung non vi so dir nulla, perchè non l'ho nemmeno veduto; ieri a sera, trovatomi in una società col Büdinger3, gliene chiesi e mi disse ch'è un lavoro da nulla. Non state a chiedere a me un giudizio su queste intricatissime questioni concernenti la storia dei Rumeni, perchè io non ho mai voluto leggere tutto ciò che fu scritto su quest'argomento.

Avete ragione di dolervi del modo con cui il Nigra trattò il vostro lavoro;4 dovete però aver riguardo alla maniera direi quasi elementare con cui egli volle trattare l'argomento, schivando di ricordare i molto suoi predecessori. È' il metodo francese, che ha del buono in sè, perchè attrae anche i lettori non preparati. Gli è come quando l'ottimo o veramente venerabile De Wally espone leggi fonetiche francesi notissime anche agli scolaretti; come se le avesse trovate lui. Nè ciò vi deve scoraggiare dal continuare i vostri lavori, chè la scienza da voi si aspetta i più valorosi aiuti, i più luminosi progressi.

Non vi so dire quanta soddisfazione m'abbia recato il vedere come nella facenda della fondazione Diez noi andiamo perfettamente d'accordo; anzi l'accordo è così grande, che senza dubbio il Tobler crederà ad un concerto preso fra noi due. Non appena egli mi mandò il manoscritto della circolare per chiedermi se aderissi a vedervi stampato il mio nome, io gli risposi che, com'era naturale, me ne tenevo onorato, ma che non gli potevo celare che anch'io vagheggiava l'idea di una fondazione Diez, ma su basi molto più ampie.5 E gli esposi il mio progetto: comitati centrali in Germania, Austria, Francia, Italia e, potendosi, anche in Inghilterra, Spagna e per avventura in America; l'amministrazione delle somme raccolte in mano d'un istituto scientifico; ma il conferimento dei premi ogni due o tre anni affidato per turno alle Accademie di Berlino, di Vienna, all'Istituto di Francia, all'Accademia dei Lincei. Come m'aspettava ciò non mutò il dursamento dei signori di Berlino, che forse erano già andati troppo innanzi per poter tornare indietro e rimettersi su altro cammino. E chi sa se la soverchia ampiezza dell'impresa non ne avesse resa difficile o impossibile l'esecuzione; ond'è che pur riconoscendo che si sarebbe potuto far meglio, dobbiamo contentarci di ciò che fu fatto e studiarci di procurare alla fondazione berlinese il maggior incremento possibile.

Di un lavoro publicato qual risposta al quesito "sulla lex romana utinensis" io nulla finora avevo udito parlare;6 fatemi il piacere di mandarmene il titolo in una cartolina postale, affinch'io possa far venire il libro.

Grande piacere mi cagionò la notizia che voi fra poco verrete a passare alcuni giorni a Vienna. Per poca pratica ch'io m'abbia degli alberghi, credo di potervi raccomandare quello "Zur Kaiserin Elisabeth" posto nella stessa via in cui io sto di casa e di cui conosco il proprietario. Un paio di giorni prima della vostra venuta scrivetemi ed io parlerò all'albergatore perchè vi riserbi una buona stanza.

Addio, mio carissimo, state bene e a buon rivederci Tutto vs
A. Mussafia

Vienna 19/2/77

Le elezioni all'Acc. hanno luogo appena alla fine di maggio. -


[1] Ive, Antonio. 1877. La famiglia Dalla Zonca, con saggi di dialetto dignanese. Milano.

[2] Arboit, Angelo. 1876. Villotte friulane. Piacenza. - Schuchardt hat diese Volksliedersammlung allerdings nicht rezensiert.

[3] Max Büdinger (1828 - 1902), Historiker, ab 1872 Professor in Wien.

[4] Vgl. Brief von Schuchardt an Mussafia vom 15.02.1877.

[5] Vgl. Brief von Schuchardt an Mussafia vom 15.02.1877.

[6] Vgl. Brief von Schuchardt an Mussafia vom 15.02.1877.