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Brief (185-00335)

Milano, 3.2.'904.

Amico onorandissimo;

ho ricevuto con molta soddisfazione i due volumi, e vi ringrazio molto viva-mente della vostra premura. // Ma la troppa cortesia vi induce in un gravissimo errore circa lo stato dei nostri conti. Le stampe, che io vi son venuto offrendo, eran cose mie, che io sottoponeva come spontaneo e doveroso e festevole omaggio al giudizio vostro, e d'altronde non mi portavano alcuna spesa, poichè mi erano donate dall'editore. Come volete ad esse contrapporre dei libri che io v'ho pregato di comperare per mio conto? Basta che ci ripensiate un momento, per riconoscer súbito che la vostra idea non può non andare assolutamente scartata. Ne deriva altrimenti un atrocissimo casus belli. Voi dovete dunque, senza alcun ritardo, indicarmi la spesa o farmela indicare dal librajo. Io a quest'ora avrei anzi già fatto il debito mio, se questo ufficio postale non mi avesse opposto, circa il preciso importo da spedire, un dubbio che la mia ignoranza non ha saputo risolvere. Vi prego dunque istantemente di togliermi di pena.

Molto m'è doluta la vostra notizia sulle condizioni del Meyer-Lübke. Ma sono ormai scorsi cinque giorni senza che io altro senta da veruna parte, e voglio sperare fermamente che le cose sien volte a bene. Sarebbe stata davvero una orribile disgrazia!

Quanto al Mussafia, io spero e credo ch'egli esageri le proprie sofferenze o che almeno queste non presentino la gravità ch'egli presume. Siamo, da anni ed anni, sempre alle stesse. L'ordre pour le mérite gli potrà essere d'altronde un farmaco molto salutare!

Ma lasciando gli scherzi, con quali criterj procede mai l'Academia berlinese nel far le sue proposte per codesta onorificenza? Senza uscire dagli studj nostri o attigui ai nostri, sono anni annorum che invano l'aspettano campioni così valorosi, al cospetto dei quali la modestia del nostro Mussafia (i cui molti meriti nessuno del resto sconosce) sicuramente si arretra.

Io di certo (lasciando il mio scarso valore) non parlo per invidia, poichè mi trovo in un caso singolare, che ora appunto si presterebbe a considerazioni molto allegre. E molto mi duole di non poterne fare coram populo. Il povero Johannes Schmidt mi ha dunque confidato, che io fui proposto due volte per l'onorificenza tanto ambíta, e una delle due volte proposto per il primo. Nelle alte sfere, si fece però di non vedermi, perchè io sono ebreo. Ora la nomina del Mussafia ha un particolar valore, in quanto risolve aulicamente la question della razza mercè la questione della fede. E' un ebreo, è un circonciso anch'egli; ma è stato invaso, è stato sublimato, come tutti conoscono, dallo Spirito Santo! E va perciò anteposto anche a coloro che valgono bensì molto più di lui, ma sono sin dalla nascità in balía dello Spirito Santo e non vi si sono gettati di propria spontaneità, come ha fatto lui. Oh mondo di marionette!

Voi statevi sano ed allegro e vogliate sempre un po' di bene al vostro
aff.mo div.mo

G. I. Ascoli.