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Brief (077-00263)

Milano, 25. 9. 86.

Amico pregiatissimo,

Non potreste facilmente imaginare quanto gran piacere mi avete fatto con la buona vostra cartolina del 211. Poichè a me doleva grandemente di non mostrare in alcun modo la mia buona volontà verso il Congresso, e d'altra parte, un po' per le molte distrazioni a cui son condannato, un po' per non saper dove cogliere i delegati italiani (il Guidi e il Lignana2, due amicissimi miei, coi quali, se vi piace, potrei mettervi in relazione), ormai disperavo di poter fare checchefosse. Ma ecco aprirmisi, per la bontà vostra, uno spiraglio; e io non esito a ricorrere al vostro nobilissimo ministero, - però sotto una condizione sine qua non; la quale è, che se mai vi dovesse venire troppo disturbo da quello che sto per dirvi, voi dobbiate assolutamente considerare come non avvenuta ogni mia parola.

1. Domani vi manderò le residue pagine delle Due recenti lettere glottologiche e una po scritta nuova, di G. I. A. (p. 65-105), che vi prego di gradire per vostro conto; e lunedì, 27, vi spedirò una copia dell'intiero opuscolo, la quale, se il vento spira favorevole, desiderei offerta in omaggio, per mezzo vostro, al Congresso o alla sua presidenza. 3 Dico se il vento spira favorevole, perchè da taluno s'è creduto, che a Vienna mi potessero mancare quelle accoglienze di cui m'hanno onorato a Berlino. Credo io fermam.e che questa fosse una presunzione erronea; ma, a dirvela in confidenza, questa presunzione non è estranea al fatto che io manchi all'appello. Se dunque a voi pare che non disdica questa mia umilissima offerta, congenere a quella della prima 'Lettera glottologica' da me portata a Berlino, e se la cosa non vi grava, fate dunque, vi prego, questa povera presentazione.

2. Vorrei che per mano amica, e per la vostra, se non vi spiace, fosse pagato, per mio conto, il danaro d'iscrizione, che io súbito compenserei con molta gratitudine.

3. Nel Congresso di Berlino, lo Schmidt ed io fummo incaricati di una Relazione intorno a un sistema internazionale di trascrizione, particolarmente applicato alle antiche lingue dell'Irania; 4 e il Congresso di Leida ci ha confermato questo incarico (Bollettino di Leida, num. 7, pag. 8). Ora avviene, che lo Schmidt ed io, come siamo entrambi mancati a Leida, così entrambi mancheremo a Vienna. Confesso che mi duole non poco di comparir negligente, tanto più che la buona volontà non è venuta meno, nè in me, nè in quel mio egregio collega, che avrebbe voluto il Kuhn5 nelle sue veci. 6 E' piuttosto accaduto, che io mi sgomentassi di qualche difficoltà; perchè in ispecie oggi imperversa l'idea che th kh ecc. fossero non altro che mere spiranti nello zendo ecc., laddove io rimango nel mio antico pensiero che fossero aspirate vere e proprie. Qui si connette la speciale questione del carattere

𐏂 7, occorrente nelle cuneiformi persiane, il quale risponde (caso unico) a due elementi fonetici (cioè a tr sscr., thr zendo) e io sempre ho ritenuto e ritengo che sia un r aspirato (hr), laddove oggi si sbizzarrisce a dir diversamente, credendosi di fare Dio sa quali scoverte.- Ma io divago; quando l'intenzione non deve altra essere, se non di far arrivare dove spetta una qualche modesta parola di scusa.

Ma lasciando le ragioni letterarie, sono davvero molto avvilito per non potermi ritrovare costà insieme con voi, dove mi sarebbe dato di stringere, insieme con la mano vostra, la mano di più altri valentuomini che in parecchi incontri hanno voluto mostrarmi della bontà. Non so se Fed. Müller8 sia ancora tra i miei benevoli e se voi abbiate personali relazioni con lui. Se di sì, vogliatemi, prego, ricordarmi a lui pure, .... e altro non vi dico, perchè non abbiate a meravigliarvi di un'intemperanza che già s'è fatta mal perdonabile.

Dirvi che soprattutto mi sta a cuore il sentire una parola vostra sulla Poscritta (nella quale voi leggerete anche tra le righe), è cosa superflua.- Scusatemi di tutto, e vogliatemi sempre

l'affmo divmo v.ro
Ascoli.


[1] 076- K5_97.

[2] Ignazio Guidi (1844 - 1935), Giacomo Lignana (1819 - 1891), Orientalisten.

[3] Vgl. dazu das Dokument 075-00262, in dem Ascoli bereits ankündigt, Schuchardt etwas für den Kongreß schicken zu wollen.

[4] Vgl. dazu: Abhandlungen des fünften internationalen Orientalisten Congresses, Berlin, 1881, 89: "Herr Pischel (Kiel) beantragte die Bildung einer Commission, welche zu beauftragen sei, dem nächsten internationalen Orientalisten-Congresse ein einheitliches System der Umschreibung des Sanskrit und Bak­trischen vorzulegen. Nachdem Herr Joh. Schmidt diesen Vorschlag befürwortet, bittet Herr E. Kuhn, die Herren Ascoli und Joh. Schmidt mit der Bildung einer solchen Commission zu beauftragen. Die Versammlung beschloss demgemäss.".

[5] Ernst Kuhn (1846 - 1920), Orientalist.

[6] Vgl. dazu den Brief von J. Schmidt an Ascoli vom 18. Februar 1886: "Aus meiner letzten Zusendung werden Sie ersehen haben, dass gegenwärtig alles, was ich in die Hand nehmen würde, schon dadurch dem Hasse der Junggrammatiker und damit dem sicheren Misslingen verfallen würde. Ich bin also entschlossen, Ihnen die alleinige Leitung dieser Angelegenheit zu überlassen, um nicht durch meine Person eine Einigung zu verhindern. Ich empfehle Ihnen als meinen Stellvertreter E. Kuhn in München, der mit den Junggrammatikern persönlich befreundet ist und in dieser Frage der Umschreibung verständige conservative Ansichten hat." Zitiert nach: D. Gazdaru: La controversia sobre las leyes fonéticas, in: Anales de filología clásica 4 (1947-49), 293.

[7] Zeichen wird nur angezeigt, wenn die Schriftart Persepolis (abzurufen zum Beispiel unter http://www.hethport.uni-wuerzburg.de/cuneifont/) auf Ihrem System installiert ist.

[8] Friedrich (Federigo) Müller.