Senden hat offenbar funktioniert, aber es wird noch ein Bestätigungsmail verschickt, sobald die Änderungen angekommen sind.
Es hat etwas nicht funktioniert. Bitte den Inhalt in Word (o.Ä.) kopieren und per Mail schicken.

Brief (028-B76_54)

Venezia 6. Ott. 77.

Caro e riverito amico!

Probabilmente non avrà ben compreso quai sono stati i miei dubbi intorno ai dialoghi del Mainati1. Mi pareva che la lingua di essi appartenesse o a qualche luogo vicino a Trieste o a un'epoca anteriore al 1828; perchè deve destar maraviglia che il Mainati non accenni in modo più preciso la sua fonte e che al giorno d'oggi non si trovi più nessuno a Trieste che abbia parlato quell'antico triestino nella sua gioventù. Quei dubbi si sono dileguati, avendo io dietro all'indicazione del Joppi letto e copiato un altro saggio dell'antico triestino, Le ora mando la copia comunicandole il desiderio del Joppi che esso venga stampato nell'Archivio alla fine dei documenti friulani. 2 Non credo impossibile che si ritrovino altre cose triestine. Qualche foglio locale (l'Osservatore triestino p. es.?) deve aver parlato di una pubblicazione come è quella del Mainati e dato un po d'informazioni sopra l'estensione dell'antico idioma.

Ho l'intenzione di scriverle da Graz ancora sopra la fondazione Diez insistendo che Loro manifestassero il loro parere in quanto all'organizzazione definitiva. Non si dica che vorrebbero stare neutrali dirimpetto all'antagonismo delle opinione. Antagonismo non c'è; non si tratta che di modificazioni, non d'un disegno stabilito, ma di idee abbastanza vaghe.

Tutto Suo
H. SCHUCHARDT

Il Caleidoscopio, Trieste, Anno quarto (1845), N. XXVI (22. Giugno), p. 246.

Memoria per i nuestri posterior della consacrazion fatta nella Glesia di San Zust martir del nov Vesco, nella persona dell'illustrissem e reverendissem monsignor Ignazio Gaetam de Buset in Fraistemberg ecc. ecc., nel am 1796.

Sonet

Nell'am, che chi de sora se segnà

Ai ventitrei Ottober, de domenia el dì

Nella Glesia Cattedral, che avem noi chi,

El Vesco, nuestro Pastor, an consacrà.

So Altezza Brigido Consacrator se stà

Arzivesco de Lubiana, e a Lui unì,

Come prescriv la Glesia, an assistì,

El Vesco Derbe, col Degam mïtrà

Ai trent de chel am, e de chel mess

Monsignor consacrà Vesco de Buset

Ai chiolt el spiritual e temporal possess.

Grazia riendem, e preghèm Dio benedett

Che lo conservis de ogni mal illes,

Col Papa e Imperator che l'am elett.

In segn de venerazion, un

ver Triestin

G.M.B.

Vi è premesso una breve nota, nella quale si dice inedito questo sonetto, ritrovato da chi lo pubblica (probabilmente il redattore del foglio, perchè non si nomina). Sopra la lingua si osserva:

"L'antico dialetto triestino, omai pressocchè perduto negli scritti, e adulterato nella favella comune, era composto in gran parte di veneziano, con qualche frase o desinenza del limitrofo Friuli e dell'Istria".

Curiosa la versificazione! - an, an, am sic = habent. 3


[1] Giuseppe Mainati: Dialoghi piacevoli in dialetto vernacolo triestino, colla versione italiana, Trieste, 1828. Einige Jahrzehnte später gab dann Emilio Schatzmayr noch einmal die Dialoghi, sowie das im vorliegenden Brief zitierte Sonett heraus. - Emilio Schatzmayr (Hrsg.): Avanzi dell'antico dialetto triestino cioè i Sette dialoghi piacevoli publicati dal Mainati, un sonetto ed altri cimeli linguistici, Trieste, 1891. - Eine kritische Edition besorgte Mario Doria: G. Mainati: Dialoghi piacevoli in dialetto vernacolo triestino, Triest, 1972.

[2] Vgl. dazu den Brief von Ascoli an Vincenzo Joppi (1824 - 1900) vom 7. Dez. 1877: "Il sonetto 'tergestino' mandatomi ora è qualche mese dallo Schuchardt con l'avvertenza che a Lei non sarebbe dispiaciuto averlo fra i 'Testi', m'è imprima giunto un po' tardi per poterlo collocare, senza troppo disturbo, nel posto che l'età gli assegnava, ed è poi di poco momento per il dialetto e di una goffagine che ripugna." Zitiert nach: Giovanni Frau: Carteggio di G. I. Ascoli a V. Joppi, in: Graziadio Isaia Ascoli e l'Archivio glottologico italiano (1873 - 1973), Udine, 1973, 92. - Abgedruckt wurde das Sonett dann erst im AGI 10 (1886-88), 448 (Noterelle di G. I. A.: 1. Il dialetto tergestino).

[3] Vgl. dazu AGI 1 (1873), 475 und 519 f.; sowie AGI 4 (1878), 364.